Share The Craco Society Website:

January in Craco Vecchio:

While January signifies the beginning of our calendar, the Cracotan year was a rhythmic cycle that never ended. Unlike society today, New Year’s Eve and New Year’s Day held no special significance in the Cracotan life cycle which was based not on time but rather the needs of the agrarian calendar and the church cycle.

An understanding of life there was based on two factors:

The Earth: First half of January was busy with the processing of pork –families would kill the pig they had been fattening since October.  Women would make soppressata, pancetta, salami, prosciutto, and lard.  One of the delicacies made was “sanguinaccë” a type of pudding made with pig blood mixed with raisins, almonds, nutmeg, and other spices.

The Church: Jan 6th— Epiphany but in Craco it is also connected to La Befana.  The “Befana” is an old woman, who brings gifts to the good children on Epiphany Eve. Good children would find oranges, almonds, or candy in their stocking.  Bad children would find pieces of coal instead.  This also marked the beginning of “Carnevale” – a time of feasting and serenades with the “cupa cupa” – a homemade musical instrument.

Of course, for those who immigrated from Craco to the urban environments in North America these traditions changed but are well worth remembering.

 

Gennaio A Craco Vecchio

Mentre il mese di gennaio ha da sempre avuto come significato l’inizio del nostro calendario solare, l’anno crachese segue un ritmo temporale dinamico senza fine. A differenza della società odierna, secondo i costumi vitalizi crachesi le giornate dell’ultimo e del primo dell’anno non avevano significato alcuno. Ciò era dovuto al fatto che il ciclo di vita stesso crachese non si basava sul tempo ma più che altro sui bisogni del calendario agricolo e dei cicli ecclesiastici.

Per capire a fondo come si viveva laggiù, dobbiamo studiare a fondo due suoi fattori caratteristici, quindi:

La terra: la prima metà del mese di gennaio era spesso caratterizzata dal rito del maiale – le famiglie erano infatti solite sgozzare un maiale dopo quattro mesi circa durante i quali era stato lasciato ingrassare ben bene.

Le donne si occupavano degli insaccati, quindi della produzione della soppressata, della pancetta, del salame, del prosciutto e anche del lardo. Una delicatezza locale erano le “sanguinacce”, miscugli a base di sangue suino con uvetta, mandorle, noci e altre spezie.

La chiesa: il 6 di gennaio è il giorno dell’epifania: a Craco però ciò è connesso all’evento della “Befana”. La “Befana” rappresenta la figura di un’anziana donna, famosa per i doni che distribuisce ai bambini bravi la vigilia della notte del 6 gennaio.

I bambini che durante l’anno si sono comportati bene possono aspettarsi nella propria calza delle arance, delle mandorle o dei dolciumi. I bambini che invece sono stati cattivi riceveranno del carbone.

Questa data segnava in passato l’inizio del “carvnevale”, un momento di gioia ricco di feste, canti e serenate accompagnate dalla “cupa cupa”, un tipico strumento musicale locale fatto a mano.

Chiaramente, la maggior parte di coloro che emigrarono verso l’America e che vivono oggi giorno in ambienti metropolitani non celebrano più le antiche tradizioni, nonostante sia importante farle sempre presenti e non dimenticarle

 

 

Comments are closed.

Top