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February/Febbraio 2023 Newsletter ~ Italian

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February/Febbraio 2023 Newsletter ~ English

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January/Gennaio 2023 ~ Italian

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January/Gennaio 2023 Newsletter~English

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December/Dicembre 2022 Newsletter~Italian

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December/Dicembre 2022 Newsletter~English

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December in Craco Vecchio

December, the last month of the calendar year continued to be driven by seasonal and clerical calendar needs of the people of Craco.
As part of their agricultural calendar the picking olives and bringing them to the
frantoio (press) to make olive oil occurred this month. It was customary to sample the new olive oil by toasting bread at the frantoio and drizzling the first few drops of the virgin olive oil on the toasted bread.

 

The religious side of life in town had many dates, celebrations and traditions that occurred. On December 8th the town celebrated “Immacolata” (the feast of the Immaculate Conception.) There would be a small festa, but no procession held in the town.

This also marked the time when people began making nativity scenes with handmade clay figures, and moss gathered from the fields. These would be used to create a “presepio” a Nativity Scene.


The following week, on December 13, the celebration of the feast of Santa Lucia occurred.  It marked not only the saint’s day but also a change in the season which was always important to farming communities. This feast was celebrated by soaking ceci and grain then cooking it for several hours and offering it to the poor. The “porridge” was also eaten for breakfast on the feast day of Santa Lucia by all the town’s people.


During the week before Christmas, the kitchens were busy making seasonal specialties such as “pettole” (fried dough), “panzerotti”  (smaller versions of calzones filled with a sweet chestnut or ceci filling) and “cartellate”, (crisp pinwheel pastries sometimes called the “dahlias of San Nicola”  because of their color and shape and their association with the nuns of the hospice for pilgrims of Saint Nicholas of Bari, who also happens to be one of the patron saints of Craco).

On Christmas Eve, families gathered to eat baccala (dried salted cod) and other seafood, then attend midnight Mass at the Church of San Nicola (La Chiesa Madre). On Christmas Day families gathered to together to enjoy the day including the tradition of playing Tombola using orange peels as Tombola markers.

In Italy, tombola is a very common family game played at Christmas, and is similar to bingo. Playing tombola is a must; with all the relatives united around grandparents and small children shouting when they win a prize (adults usually don’t call a prize if there are children around, to let them win).

The traditions to celebrate Christmas also include the “presepio.”  The word presepio (Nativity Scene) comes from Latin and today it means manger or crib. The presepio is a three dimensional representation of the birth of Jesus Christ, composed of mobile figures arranged according to the artistic sense of the builder as well as realistic elements such as houses, rocks, plants etc, which is prepared for Christmas and removed by the 2nd February.

In Craco, a traditional presepio with figures made of locally obtained clay was set up in the Church of San Nicola Vescovo (Chiesa Madre).   A small light over the presepio was attached to a coin box where children would drop a coin to illuminate the scene for a minute or so, the proceeds helping to support the church.  In the early 1960s speakers were also placed in the bell tower which would play Christmas music for all to enjoy.

 

Dicembre in Craco Vecchio

Dicembre, nonchè l’ultimo mese del calendario annuale, continuava ad essere caratterizzato sia dai bisogni socio-lavorativi sia da quelli clericali degli abitanti di Craco.

Secondo il calendario agricolo, durante il mese di dicembre venivano raccolte le olive per essere poi trasportate al frantoio e quindi pressate. Una volta ottenuto il nuovo olio d’annata si usava assaporare il pane tostato, cosparso superficialmente da gocce dell’olio d’oliva vergine appena prodotto.

Il lato religioso della vita paesana di questo periodo era invece ricco di avvenimenti, celebrazioni e ricorrenze tradizionali.

L’8 di dicembre veniva e viene tutt’ora celebrato come il giorno dell’immacolata concezione: si organizzava una piccola festa ma non si preparava nessuna processione in paese. In questo periodo cominciava a prendere forma l’adozione di statuette di argilla unite a muschio, quest’ultimo appositamente preso nei campi per simulare la scena della natività del bambin gesù.  Questi materiali sarebbero stati quindi adoperati per la rappresentazione del presepio, scena della natività.

Durante la settimana successiva invece, quella del 13 di dicembre, prendeva piede la festa di Santa Lucia. Quest’avvenimento non era atto a celebrare solamente la giornata della santa, ma segnava anche il cambiamento di stagione, fatto di fondamentale importanza per tutte le comunità agricole. Durante la festa si era soliti bollire ceci e grano per diverse ore per poi essere serviti ai poveri. Il “porridge” veniva mangiato dai paesani per colazione la mattina del giorno di Santa Lucia.

La settimana antecedente al natale era molto movimentata poiché si era soliti preparare specialità locali stagionali come le “pettole” (pasta fritta), i “panzerotti” (calzoni più piccoli con un ripieno di ceci e castagne dolce) e le “cartellate”. Queste in particolare erano paste croccanti a forma di pala a vento che venivano spesso chiamate anche “i fiori di dalila di San Nicola”. Il loro nome era causato dal loro colore, dalla loro forma e dalla loro associazione alle suore dell’ospizio per pellegrini di San Nicola di Bari: anche quest’ultimo era infatti uno dei santi padroni crachesi).

La vigilia di Natale era il giorno tipico in cui le famiglie si riunivano per mangiare il baccalà ed altre leccornie a base di pesce. Dopo la cena, tutti si recavano alla chiesa di San Nicola (chiesa madre) per la messa di mezzanotte.

Per Natale invece, tutte le famiglie si riunivano per stare insieme durante tutta la giornata e divertirsi con il tradizionale gioco della tombola: a simboleggiare le pedine venivano usate spesso bucce di arancia.

In italia la tombola è un gioco molto comune che viene tutt’ora largamento praticato per Natale, molto simile al bingo. Giocare a tombola è un dovere, così come lo è lo stare assieme a tutti i parenti, agli anziani ed ai bambini piccoli, pronti ad urlare e strillare di gioia ogni volta che riescono a vincere un premio (normalmente quando ci sono i bambini gli adulti preferiscono far vincere loro e quindi far ottener loro il proprio premio). Parte delle tradizioni celebrative del natale non possono che includere anche il presepio. La parola presepio (scena di natività) deriva dal latino e significa oggi “mangiatoia” o “presa”, nel senso di presa delle mani.

Il presepio è una rappresentazione a tre dimensioni della nascita di Gesù Cristo, composta da statuine mobili disposte a piacimento secondo la vena artistica dell’ideatore del presepio stesso. Ci sono anche diversi elementi realistici come case, rocce, piante e così via: il presepio si allestisce normalmente per Natale e viene rimosso il 2 di febbraio.

A Craco si usava preparare un presepio con statuine d’argilla locale nella chiesa di San Nicola Vescovo (chiesa madre). Una piccola lampadina veniva posta sopra il presepio e collegata con un salvadanaio: ogni volta che un bambino inseriva una moneta nel salvadanaio, una luce soffusa illuminava la scena della natività per circa un minuto: tutti i ricavati venivano poi donati alla chiesa. All’inizio degli anni sessanta si cominciò a porre dei subwoofer sul campanile, in modo che tutti potessero udire le canzoni di natale.

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November in Craco Vecchio

The calendar in Craco Vecchio, driven by the dual agrarian and church demands on life, continued in November.

On November 1st the town celebrated All Saints Day (Tutti i Santi Ognissnati).  The main church in the town, San Nicola Vescovo, (known by the residents as the Chiesa Madre) was open all day for people to make offerings to the departed souls.  People brought offerings of grain, ceci beans, fave beans, and other legumes to the church where they were be placed into sacks.  The priest would then sell them to raise funds for the church.

The following day, on November 2 the priest celebrated a Mass for all the departed souls. The townspeople visited the cemetery to honor the departed souls of relatives, bringing a “cerrotto” (candle) to the graves.

 

With attention to the spiritual part of their lives satisfied the workers returned to the surrounding fields to continue their pattern.  They  started the planting of grain.

 

This rotation, of planting legumes and then grain, served to make the harvest more productive.  With centuries of cultivation they may have observed that harvest of grain sown into the fields that had previous had legumes grown would be productive.  Legumes, a nitrogen fixing plant, added nutrients to the soil making a better environment for the wheat that followed it.  This constant use of the fields must have also added to the stabilization of the soil on the steep slopes.  The plant roots most likely served to hold the to soil in place.

This was all hand work with only the assistance of donkeys or mules to assist in the tilling and harvesting.  Mechanization did not become available until after WWII due to the unique sloping geography around Craco.

Today in Italy the month of November opens with a national holiday, All Saints Day.  Besides the religious celebration the day is used to visit cemeteries and the graves of loved ones.

Although the celebration of Halloween, the night before All Saints Day, is not traditional in Italy there are many now who use the night before the national holiday to gather for a harvest feast that includes the new unfermented wine (known as Ribolla or Novello).   The first week of the month also opens the opera season and many towns, especially in northern and central Italy, sponsor truffle and chestnut fairs.

On November 2nd, All Souls Day, many homes set empty places at the dinner table and leave the door open for the souls of the deceased. The meal is finished up by indulging in the sweet cookie known as “Ossi di Morto” or “Bones of the Dead.”

 

Novembre a Craco Vecchio

Il classico calendario vitalizio crachese, guidato da entrambi i bisogni di vita agraria ed ecclesiastica, proseguiva ovviamente anche durante il mese di novembre.

Il primo di novembre la città era solita celebrare la festa d’ognissanti. La chiesa principale, quella di San Nicola Vescovo e conosciuta da tutti gli abitanti sotto il nome di Chiesa Madre, era aperta tutto il giorno per coloro che intendevano fare offerte per le anime dei loro cari defunti. I residenti portavano con sé in chiesa offerte di grano, ceci, fave ed altri legumi che venivano poi depositati in un secondo momento all’interno di sacchi: questi venivano poi venduti dal prete per ottenere fondi da destinare alla chiesa stessa.

Il giorno seguente, 2 di novembre, il parroco celebrava la messa per le anime dei defunti: i paesani solevano visitare il cimitero per onorare i loro cari deceduti e lasciavano a questo scopo una candela sulle tombe, chiamata anche “cerrotto”.

Facendo attenzione alla soddisfazione della vita spirituale di ognuno, i contadini ritornavano ai loro campi per riprendere il consueto ciclo lavorativo: questo era infatti l’inizio della stagione della semina del grano.

Intervallare la semina di legumi con quella del grano serviva per rendere il raccolto più produttivo. In seguito a secoli di coltivazioni era infatti stato osservato che erano più abbondanti i raccolti di grano nei campi dove antecedentemente erano cresciute piante di legumi. I legumi sono cereali caratterizzati da una propria produzione di nitrogeno e quindi hanno la caratteristica di aggiungere elementi nutrienti al terreno, rendendo più fertile l’ambiente circostante dove sarebbe poi stato fatto crescere il grano. Si pensa anche che lo sfruttamento constante dei campi abbia comportato infatti una stabilizzazione del terreno delle ripide colline che circondano Craco.

Le radici delle piante servivano molto probabilmente per trattenere il terreno stesso.

A suo tempo, ogni tipo di lavoro veniva condotto a mano, con la sola assistenza di asini e muli per la lavorazione e gestione del raccolto. Il processo di meccanizzazione non acquisì popolarità a Craco prima del termine della seconda guerra mondiale, per lo più a causa della presenza di un territorio particolarmente collinare e poco comune.

Oggi in Italia il mese di novembre si apre con la giornata di vacanza nazionale, rinomata sotto il nome di giorno d’ognissanti come già anticipato. Oltre alle celebrazioni religiose, durante questa giornata è tradizione visitare i cimiteri e le tombe dei propri cari. Nonostante la festa di Halloween, la notte del 31 ottobre, non sia una celebrazione tradizionalmente italiana, molti oggi giorno si radunano e sono soliti bere vino non fermentato (conosciuto come Ribolla o Novello). Durante la prima settimana del mese ha inizio la stagione teatrale dell’opera, mentre in molte città del nord e centro italia vengono organizzate numerose sagre del tartufo e della castagna.

Il 2 di novembre, il giorno d’ognissanti appunto, si usa lasciare dei posti liberi durante la cena ed in molte case perfino la porta aperta per facilitare la partecipazione delle anime dei parenti deceduti. Il pasto in questo caso si conclude con la distribuzione di biscotti dolci chiamati “Ossi di Morto”.

 

 

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November/Novembre 2022 Newsletter ~ Italian

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November/Novembre 2022 Newsletter ~ English

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