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June in Craco Vecchio

June was a busy month in Craco Vecchio. The population, moving to the rhythm of the seasons needed to address a significant agricultural milestone and also had to deal with the celebration of a church event.

In the fields there was much hard work that had to be done because the grain harvest was ready. Using only hand tools and with only the aid of a donkey or mule everyone contributed. This timeless process was repeated for hundreds of years. Scenes from the late 1960’s of part of the harvesting process can be seen in the Society’s DVD Craco: Visits through Time. Starting with the cutting down of the sheaves of the wheat they were then tied in bundles. The bundles then were gathered and transported to a location where it would be set aside to be threshed in July.

The land also provided a reward that could be consumed in June.  The first figs called “Fioroni or culummë” ripened and ready to be picked. The fig tree has 2 crops; the first (fiorini) are bigger and not as sweet and flavorful as the later ripening figs. Also, their skin tends to be tougher and thicker than those that come out later in the season. Theses are not as juicy or syrupy as the settembrini (autumn figs) that come out in the second crop later in the year.

At mid-month, on June 13 the Church and the townspeople celebrated the feast of St. Anthony. The children were dressed in a monk’s cloak as a devotion to St. Anthony.  Small loaves of bread, “St. Anthony’s Bread,” were baked and taken to the church to have them blessed, then they were given away to the poor.

Saint Anthony of Padua was born in Portugal and became a follower of St. Francis of Assisi spending his ministry in Italy.  He performed several miracles involving children and was involved in an apparition with the infant Jesus. He died on June 13, 1231. Tradition holds on the day of his death the children in the streets of the city of Padua were crying: “The saint is dead, Anthony is dead.” He was canonized within a year of his death. The city of Padua began building a large cathedral to honor him and in 1263, a child drowned near the construction site. The child’s mother  besought St. Anthony and promised that if her child were restored to life, she would give to the poor an amount of wheat equal to the weight of her child. Of course the child was saved, and her promise was kept creating the custom of “St. Anthony’s Bread.” There is the widespread tradition of placing children under his protection right from birth. From this custom followed the tradition of dressing children in a little Franciscan habit to thank the Saint for his protection and to make it known to others.

Historic Dates in Craco

  • 4 June 1792 – The body of San Vincenzo, arrived in Craco and placed in the chapel of the Madonna della Stella on the following day it was brought in a solemn procession to Craco.
  • 10 June 1810—Dr. Giovanni Eligio Rigirone, about 28 years old, was killed in a building on Vico Santa Barbara. Antonio Chiarito, was arrested and after a trial convicted of the crime.
  • 25 June 1862—Custom guards Domenico Salsano, (native of Afragola) and Gaetano Solomone (of Noja, today Naples) were killed in the countryside near Craco by brigands. On the same day, a Rigirone, who was a National Guard soldier in Craco “had his head cut off by means of a knife” by a brigand group.

Giugno a Craco Vecchio

A Craco Vecchio la popolazione, che da sempre soleva seguire il ritmo delle stagioni, doveva tener presente in giugno di una mole lavorativa particolarmente pesante dal punto di vista agricolo, alla quale si aggiungevano le celebrazioni ecclesiastiche dello stesso periodo.

Nei campi infatti molto era il lavoro richiesto, comportato principalmente dalla raccolta del grano: poiché questo veniva infatti tagliato e raccolto con utensili e a mano, solo con l’aiuto ulteriore di agili asinelli o muli, tutti i popolani venivano chiamati a partecipare. Questo processo senza tempo si ripeteva da centinaia di anni seguendo le stesse modalità. Alcune immagini della scena del raccolto, risalenti alla seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso, sono visibili dal DVD Societario di “Craco: visite attraverso il tempo”.

Tutto aveva inizio con la divisione del grano dalla paglia, la quale veniva poi raccolta in covoni. Questi covoni, o balle di paglia, venivano conservati in un luogo asciutto dove sarebbe rimasti fino a Luglio, mese in cui sarebbero poi stati sciolti e la cui paglia usata.

La terra dava vita a frutti di cui giugno era il mese di maturazione e consumazione. I primi fichi, che venivano chiamati “Fioroni” o “Columme”, maturavano ed erano pronti per essere colti proprio in questo periodo. La pianta di fico produce due tipi di frutto: il primo, chiamato “fiorino”, è più grande ma meno succoso e dolce rispetto al secondo più tardivo. In più, la buccia del fiorino è più spessa e rigida rispetto alle altre. Il secondo frutto di fico è il “settembrino”, che come lascia intendere il suo nome è un fico autunnale, più dolciastro e sciropposo.

A metà del mese, esattamente durante la giornata del giorno 13, i popolani e la chiesa celebravano la festa di Sant’Antonio. I bambini venivano vestiti con tuniche da monaco, proprio come segno di devozione e sottomissione verso il santo. Piccole pagnotte, rinomate sotto il nome di “pane di Sant’Antonio”, venivano cotte al forno per poi esser trasportate in chiesa, benedette e poi distribuite ai più poveri.

Sant’Antonio di Padova nacque in Portogallo ma divenne un seguace di San Francesco d’Assisi durante il suo periodo di catechesi in Italia. Diversi furono i miracoli che eseguì, in particolar modo su bambini, alcuni anche attribuiti al bambin Gesù. Morì il giorno 13 Giugno dell’anno 1231. Secondo la tradizione, che prese poi piede in seguito alla sua deposizione, in quella giornata i bambini nella città di Padova piangevano correndo nelle strade e lamentando la morte inaspettata del santo, urlando: “il santo è morto, Antonio è morto!”. L’anno successivo alla sua morte Antonio fu santificato.

La città di Padova cominciò quindi ad edificare un’enorme cattedrale in suo onore e nel 1263 si dice che un bambino annegò vicino allo stabile in costruzione. Secondo la leggenda. la madre del fanciullo pregò quindi Sant’Antonio e gli promise che, nel caso in cui suo figlio fosse fatto resuscitare dalla morte, lei avrebbe donato ai poveri una quantità di grano il cui peso sarebbe stato uguale al peso fisico del proprio figlio. Ovviamente il figliolo fu riportato in vita e la madre mantenne la promessa, iniziando il costume che ancor’oggi si ripete del “pane di Sant’Antonio”.

Tutt’ora sussite la tradizione di voler richiedere al santo la protezione dei propri bambini subito dopo la loro nascita. Da ciò ebbe inizio anche la tradizione di vestire i bambini in abiti francescani, finalizzata a ringraziare il santo della sua protezione e per renderlo noto a chi non lo conoscesse.

Le date storiche di Craco

  • 4 giugno 1792 – la reliquia del corpo di San Vincenzo arriva a Craco prima di esser posizionata all’interno della cappella della Madonna della Stella. Verrà trasportata tramite una processione solenne attraverso il paese di Craco il giorno successivo.
  • 10 giugno 1810 — il dottor Giovanni Eligio Rigirone, di appena 28 anni, viene assassinato su Vico Santa Barbara. Antonio Chiarito verrà accusato del delitto e, dopo un breve processo, condannato.
  • 25 giugno 1862— I guardiani Domenico Salsano, (nativo di Afragola) e Gaetano Solomone (di Noja, oggi Napoli) vengono massacrati dai briganti nelle campagne vicino a Craco. Durante lo stesso giorno, a Rigirone, un soldato della guardia nazionale di Craco, verrà mozzata la testa con un coltello da un gruppo di briganti.
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GAETANO GRIECO AND THE UTOPIA TRAGEDY

On the night of March 17, 1891 one of the most tragic events in Italian immigration history occurred.  The consequences of this event on a stormy night 130 years ago are still felt today.

The steamship Utopia was a transatlantic passenger  vessel built in 1874 and starting in 1882 she regularily carried Italian immigrants to the United States.  To maximize revenue on the Italian route, first class accommodation were reduced, second class was removed, and steerage capacity was increased to 900 bunks.

On February 25, 1891 the Utopia sailed from Trieste for New York City, stopping at Naples, Genoa, and Gibraltar. She carried 880 people including 59 crew, 3 first class passengers, 815 third class passengers, and 3 stowaways. The Utopia normally carried seven lifeboats that could only accommodate 460 people.

Among these passangers was Gaetano Grieco, the ancestor of several Craco Society members.  Gaetano was born in Albori, part of the town of Vietri sul Mare in the province of Salerno on March 24, 1860.  He was the son of Giuseppe, who was a tailor and Brigida Fiorillo.  His birth took place at the home of the then mayor of the town suggesting a connection between the mayor and Gaetano‘s mother (but records supporting that have not been located yet.)  Gaetano grew up to become a merchant of fine silk linens and jewels.   On April 7, 1882 Gaetano married Giulia Maria Baldasarre in Craco.  Giulia was born there on June 26, 1856 to Giovanni and Rosa Maria Matera.   Gaetano and Giula settled in Craco where two children were born, Giuseppe (Feb. 13, 1885) and Margarita (Apr. 27, 1887).  The family then immigrated to New York City where another daughter, Brigida was born (Feb. 5, 1890).

Grieco family descendants had an oral history of the loss of Gaetano in a shipwreck but lacked full details and understanding about it until recently.  With the help of the staff at the Gibraltar Museum the story of Gaetano‘s fate was resolved.  The final piece of the puzzle fell into place when Pina Maffoda, a researcher who recovered in archives from Naples, Palermo, and Trieste the names of all the passengers and reconstructed the last voyage of the Utopia.

The Utopia reached Gibraltar on March 17 and navigated to her usual anchorage in the harbor but the location was occupied by two battleships HMS Anson and HMS Rodney.

The Utopia’s captain said he was temporarily blinded by the Anson’s searchlight and “suddenly discovered that the inside anchorage was full of ships”.  When attempting to steer Utopia ahead of Anson’s bow a strong gale combined with current swept the vessel across the bows of the Anson, and in a moment her hull was pierced.  The impact occurred at 6:36 p.m. and with a hole 16 ft. wide below Utopia’s waterline her holds quickly flooded.

The Utopia’s captain ordered the lowering of the lifeboats and to abandon ship, but Utopia suddenly listed 70 degrees, crushing and sinking the boats. The survivors clung to the starboard of Utopia while hundreds were trapped inside steerage holds but within 20 minutes the Utopia sank. Her masts, protruding above the waves, became the last refuge for survivors.

Nearby ships immediately sent rescue crews to the site, but rough weather and a strong current made it difficult for them to approach the wreck. Rescuers were blinded by the wind and rain but saw a confused, mass of human beings entangled with wreckage. Out of 880 passengers and crew of Utopia, there were 318 survivors: 290 steerage passengers, 2 first class passengers, 3 Italian interpreters, and 23 crew. The remaining 562 passengers and crew were dead or missing.

Divers sent to examine the wreck reported that the inner spaces of Utopia “were closely packed with the bodies … who had become wedged into an almost solid mass”; and that “the bodies of many of the drowned were found so firmly clasped together that it was difficult to separate them.” Hundreds of bodies remained trapped in the steerage holds of the sunken ship.

The Utopia captain was found guilty of grave errors in judgement.  After the accident the remains of Utopia were illuminated by lights hoisted on each masthead.  However, this did not prevent another incident; the SS Primula, entering the harbor, collided with the wreck of Utopia.

The wreck of Utopia was raised in 1892 and brought  to Scotland.  It was scrapped in 1900.

Pina Maffoda’s research provided the death record that was sent to Vietri sul Mare.    But we do not know how and when Giulia Baldsasarre and her children learned of Gaetano’s death.

 

The Grieco family knows that after the loss, an uncle who was a professor in Salerno, wanted to educate Giuseppe and raised him there for several years until Giuseppe expressed a desire to return  to America to be with his mother and sister.

 

When he returned to New York City, settling in with  the family on Mulberry Street, Giuseppe and his mother started a scrap rag business that evolved into a successful paper stock enterprise.  On October 23, 1902 Giuseppe  married Maria LoPorchio in Manhattan.  She was born in New York to Francesco (b. 1862, Craco) and Giulia Demma (b. 1870, Craco).   Giuseppe and Maria would have 11 children that were supported by Giuseppe’s paper stock business.  He had several business locations, the last being on West 27th Street in Manhattan, which is now the Selina Chelsea Hotel New York.

Brigida Grieco married  Pietro Paduano (b. 1880, Craco) on April 27, 1905 in Craco.  Pietro was the son of  Giuseppe Paduano (b. 1836, Craco) and Filomena Rinaldi (b. 1846, Craco).  Brigida and Pietro immigrated to New York and settled in Brooklyn along with Giuseppe and Maria.

Their many descendants now know how those tragic events so far away occurred.

The sinking of SS Utopia (March 17, 1891, the Bay of Gibraltar) by Ms. Georgina Smith. Original caption: “sketch by Mrs Georgina Sheriff (courtesy Gibraltar Museum)”. The site operator is Mr. Clive Finlayson, Gibraltar, Director of the Gibraltar Museum.

Gaetano Grieco e la tragedia dell’utopia

Durante il tardo pomeriggio del 17 marzo 1891 si verificò uno degli eventi più tragici della storia dell’immigrazione italiana. Le conseguenze di quanto accadde, in quel tardo pomeriggio tempestoso di ben 130 anni, sono percepibili ancora oggi.

Utopia era un piroscafo Scozzese costruito nel 1874 ed adibito al trasporto di passeggeri attraverso l’oceano Atlantico. Dal 1882 cominciò a traghettare regolarmente gli immigrati italiani verso le coste degli Stati Uniti. Per massimizzare i profitti sulla rotta italiana, la compagnia gestrice decise di ridurre gli alloggi di prima classe, rimuovendo la seconda classe ed ampliando lo spazio per i passeggeri di terza classe, la cui capacità toccò le 900 cuccette.

Il 25 febbraio del 1891 l’Utopia salpò da Trieste per New York City, facendo scalo anche ai porti di Napoli, di Genova e di Gibilterra. Delle 880 persone che stava trasportando durante quella tratta, 59 erano membri dell’equipaggio, 3 erano passeggeri di prima classe, 815 erano passeggeri di terza classe e 3 erano passeggeri clandestini. L’Utopia era normalmente equipaggiata di sette scialuppe di salvataggio che potevano ospitare fino a 460 persone.

Tra gli 880 passeggeri, c’era anche Gaetano Grieco, un antenato di alcuni membri della Craco Society. Gaetano nacque il 24 marzo 1860 ad Albori, una frazione del comune di Vietri sul Mare in provincia di Salerno in Campania. Era figlio di un sarto di nome Giuseppe e di Brigida Fiorillo. La sua nascita avvenne in quella che era la casa dell’allora sindaco del paese, suggerendo una relazione tra il sindaco e la madre di Gaetano (non sono però ancora stati ritrovati documenti a sostegno di questa tesi). Una volta divenuto adulto, Gaetano si specializzò nella vendita di gioielli di biancheria di seta pregiata.

Il 7 aprile del 1882, Gaetano si unì in matrimonio a Craco con Giulia Maria Baldasarre. Giulia era nata a Craco il 26 giugno del 1856 da Giovanni e Rosa Maria Matera. Gaetano e Giulia si stabilirono a Craco dove ebbero due figli, Giuseppe (nato il 13 febbraio del 1885) e Margherita (nata il 27 aprile del 1887). La famiglia decise di emigrare a New York, dove ebbero un’altra figlia a cui diedero il nome di Brigida (nata il 5 febbraio del 1890).

I discendenti della famiglia dei Grieco erano soliti tramandarsi oralmente il racconto della morte di Gaetano e del suo naufragio. Fino a poco tempo fa non fu però possibile accedere a tutti i dettagli sulla veridicità di questa storia, che rimase spesso incompresa. Grazie all’aiuto dello staff del Museo di Gibilterra, il Gibraltar Museum, è stato possibile approfondire la storia del destino di Gaetano. L’ultimo tassello del puzzle si è risolto grazie al prezioso contributo di Pina Maffoda. Pina è una ricercatrice che, dopo aver ottenuto l’accesso agli archivi di Napoli, di Palermo e di Trieste, è riuscita a recuperare i nomi di tutti i passeggeri che erano a bordo dell’Utopia, potendone ricostruire l’ultimo viaggio.

Una volta raggiunta Gibilterra il 17 marzo del 1891, l’Utopia continuò ad addentrarsi all’interno del porto fino a raggiungere la sua solita area d’ancoraggio. Il destino peró volle che in quel momento fosse occupata dall’HMS Anson e dall’HMS Rodney, due navi da guerra inglesi.

John McKeague, il capitano dell’Utopia, ammise di essere stato temporaneamente accecato dalle luci del riflettore dell’HMS Anson e “scoprì improvvisamente che la sua zona d’ancoraggio del porto era piena di navi”. Non appena il capitano tentò di muovere il timone dell’Utopia per allontanarsi dalla prua dell’HMS Anson, un forte vento di burrasca e la corrente contraria fecero sbattere il piroscafo contro la prua della nave da guerra, causandone la perforazione immediata dello scafo. L’impatto avvenne alle 18:36. Con una fessura larga ben 16 piedi al di sotto della linea di galleggiamento, le stive dell’Utopia si allagarono rapidamente.

Il capitano ordinò a tutti i passeggeri di calare le scialuppe di salvataggio e di abbandonare la nave, ma l’Utopia si inclinò improvvisamente di 70 gradi, schiacciando e facendo sommergere le barche. I sopravvissuti si aggrapparono alla dritta della nave mentre centinaia rimasero intrappolati negli abitacoli di terza classe. In appena 20 minuti l’Utopia si inabissò. I suoi alberi, che si sporgevano sopra le onde, divennero l’ultimo rifugio per i sopravvissuti.

Le navi vicine inviarono immediatamente diverse squadre di soccorso sul sito, ma il maltempo e le forti correnti resero l’avvicinamento al relitto particolarmente arduo. I soccorritori, che dovettero sfidare vento e pioggia, si trovarono davanti ad una massa confusa di esseri umani impigliati nei rottami. Su 880 passeggeri che appartenevano all’equipaggio dell’Utopia, il numero dei sopravvissuti fu appena di 318. 290 passeggeri di terza classe, 2 passeggeri di prima classe, 3 interpreti italiani e 23 membri dell’equipaggio. I restanti 562 passeggeri annegarono durante il naufragio o furono dichiarati dispersi.

I sommozzatori che vennero inviati in seguito per esaminarne quanto rimanesse del relitto riferirono come gli spazi interni dell’Utopia “fossero strettamente stipati con i cadaveri delle vittime … che si erano accatastati gli uni sugli altri quasi a formare una massa solida”; e come “i corpi di molte delle vittime fossero legati insieme così saldamente da rendere difficili le operazioni di perlustrazione”. Centinaia di cadaveri rimasero bloccati negli abitacoli di terza classe della nave affondata.

Il capitano dell’Utopia fu ritenuto colpevole del disastro, causato da gravi errori di giudizio. In seguito all’incidente, i resti dell’Utopia furono illuminati da luci poste sulla punta di ognuno dei suoi alberi per evitare ulteriori disastri. Tuttavia, ciò non fu sufficiente per impedire un altro incidente. Durante la sua entrata nel porto, la SS Primula entrò in rotta di collisione con il relitto del piroscafo.

Il relitto di Utopia fu rimosso dal mare nel 1892 e riportato in Scozia. Venne demolito nel 1900. La ricerca di Pina Maffoda fornisce il verbale sulla morte dei passeggeri, inviato a Vietri sul Mare. Non sappiamo però ancora come e quando Giulia Baldasarre e i suoi figli abbiano appreso della morte di Gaetano.

La famiglia Grieco é al corrente del fatto che, che dopo l’annegamento di Gaetano, uno zio che lavorava come professore a Salerno decise di prendersi cura dell’educazione di Giuseppe. Gli diede l’opportunità di crescere lì per diversi anni fino a quando Giuseppe stesso non espresse il desiderio di ritornare in America e di ricongiungersi con la madre e la sorella.

Una volta rientrato a New York City, stabilendosi con la famiglia su Mulberry Street, Giuseppe e sua madre avviarono un’attività di materiale di rottamazione che progredì con successo come un’impresa commerciale nel settore della raccolta di carta da macero. Il 23 ottobre del 1902 Giuseppe sposò Maria LoPorchio a Manhattan. Maria era nata a New York da Francesco (nato nel 1862 a Craco) e da Giulia Demma (nata nel 1870 a Craco). Giuseppe e Maria ebbero 11 figli che riuscirono a mantenere grazie ai ricavi dell’attività della raccolta della carta di Giuseppe. L’azienda aveva diverse sedi commerciali, di cui l’ultima si trovava sulla West 27th Street a Manhattan, l’attuale Selina Chelsea Hotel di New York.

Sappiamo che Brigida Grieco si sposò a Craco con Pietro Paduano (nato nel 1880 a Craco) il 27 aprile del 1905. Pietro era figlio di Giuseppe Paduano (nato nel 1836 a Craco) e Filomena Rinaldi (nata nel 1846 a Craco). Brigida e Pietro emigrarono a New York e si stabilirono a Brooklyn assieme a Giuseppe e Maria.

I loro numerosi discendenti sono ora al corrente di come si verificarono quei tragici eventi.

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GAETANO GRIECO AND THE TWIST OF FATE

Last month’s Newsletter article triggered a memory from another Society member that shows us how a twist of fate can impact us and influence generations.

            The amazing story from Joe Rinaldi of Rhinebeck, New York, adds depth to our understanding of how and why Gaetano Grieco was aboard the SS Utopia when it and he met tragic ends 130 years ago in Gibraltar Harbor.             Joe Rinaldi related the following story.

             “…this story was told to me by my {maternal} grandmother Anna (DiDonato) Miele (1897-1986).  

Anna’s parents, Antonio DiDonato (1869-1917) and Giuseppina (Brescia) DiDonato (1872-1951) [who were from Avellino, in the Campagna Region] were to travel in 1891 from Avellino with a friend who was a businessman, dealing between Italy and the US, who would help settle my great grandparents in New York City when they all arrived.  

Just before they were to board the ship, the friend had a business situation come up, so he told my great grandparents to go ahead and he would take the next ship and meet them in New York.  

Either while still making the passage or once arriving in New York, Giuseppina and Antonio learned of the sinking of the SS Utopia at Gibraltar and the loss of their friend.  

Fortunately for my great grandparents, they knew the name of their friend’s business contact in New York City, so they got in touch with him and he was able to help Giuseppina and Antonio get a place to live and a job for Antonio, who was a carpenter.”

So, we now know that a simple thing like the innocent business meeting  Gaetano attended was the twist of fate that changed his destiny.

Che sarà sarà.

HMS Anson and SS Utopia—The contemporary sketch above, shows the HMS Anson (right) using a searchlight to illuminate the sinking SS Utopia (left).  The HMS Anson, had a battering ram in her bow ,which  was struck by the Utopia as she passed the ship at 6:36pm during the stormy night of March 17, 1891.  The Utopia, with a 16 foot wide gash in her hull sank within 20 minutes.  Of the Utopia’s 880 passengers, mostly Italian immigrants, 562 were lost.  The Utopia’s captain, John McKeague was found guilty of grave errors in judgement: “firstly, in attempting to enter the anchorage … without having first opened out and ascertained what vessels were there” and “secondly, in attempting to turn his ship out across the bows of HMS Anson.
Sunken Utopia—  shown below is the sunken SS Utopia in Gibraltar Harbor.  This contemporary photograph .  Work crews, barges and lighters are visible on the wreck.  The square objects on the masts were markers to help prevent other ships from colliding with the wreck.  The Utopia was raised in July 1892 and brought to Scotland where the hulk was scrapped in 1900.

GAETANO GRIECO E UNO SCHERZO DEL DESTINO

L’articolo su Gaetano Grieco che abbiamo condiviso all’interno dell’aggiornamento del mese scorso ha risvegliato la memoria di un altro membro della Craco Society, il cui racconto ci mostra come uno scherzo del destino può avere un’incredibile influenza sulla nostra vita e quella delle generazioni future.

             La storia inverosimile di Joe Rinaldi di Rhinebeck, a New York, ci aiuta ad approfondire e a capire meglio come e perché Gaetano Grieco si trovasse a bordo della SS Utopia nel momento del suo tragico affondamento nel porto di Gibilterra, circa 130 anni fa.

             Joe Rinaldi ha condiviso con noi i dettagli dell’avvenimento.

“… questa storia mi è stata riferita da mia nonna {materna} Anna (DiDonato) Miele (1897-1986).

I genitori di Anna, Antonio DiDonato (1869-1917) e Giuseppina (Brescia) DiDonato (1872-1951) [che erano originari di Avellino, un paese della Regione Campania] lasciarono da Avellino per andare in America nel 1891. Con loro si trovava un certo amico e uomo d’affari, il quali era solito gestire trattative commerciali tra l’Italia e gli Stati Uniti. Quest’Amico [che in realtà non era che Gaetano Grieco] avrebbe avuto il compito di aiutare i miei bisnonni a sistemarsi a New York City una volta sbarcati negli Stati Uniti. Poco prima che salissero a bordo, l’amico fu improvvisamente costretto ad assentarsi e a ritardare la propria partenza a causa di un incontro di lavoro. Lui disse quindi ai miei bisnonni di andare avanti e che si sarebbe imbarcato sulla nave successiva e li avrebbe incontrati direttamente a New York.

Mentre erano ancora in viaggio durate la traversata oceanica o una volta sbarcati a New York, Giuseppina e Antonio vennero a sapere del naufragio della SS Utopia a Gibilterra e della morte del loro amico.

Fortunatamente per loro, i miei bisnonni conoscevano il nome del socio d’affari del loro amico a New York City. Riuscirono a mettersi in contatto con questa persona, la quale fu in grado di aiutarli a trovare un posto dove vivere e un impiego per Antonio, che faceva il falegname.”

Sappiamo ora che una cosa banale come un innocente e improvviso incontro di lavoro a cui Gaetano dovette partecipare rappresentò per lui un vero e proprio scherzo del destino che cambiò per sempre le sue sorti.

Che sarà sarà.

HMS Anson e SS Utopia: il quadretto in alto, realizzato in età contemporanea, mette in mostra l’HMS Anson (visibile sulla destra) ed il riflettore utilizzato per illuminare il naufragio della SS Utopia (visibile sulla sinistra). L’HMS Anson aveva un ariete a prua, che entrò in contatto con l’Utopia quando questa le passó davanti alle 18:36 del tardo pomeriggio tempestoso del 17 marzo 1891. Con uno squarcio largo 16 piedi (quasi cinque metri) nello scafo, l’Utopia affondò nel giro di 20 minuti. Degli 880 passeggeri che si trovavano a bordo, per lo più emigranti italiani che si stavano dirigendo verso gli Stati Uniti, 562 annegarono. John McKeague, il capitano dell’Utopia, fu ritenuto colpevole a causa di gravi errori di giudizio. Due furono le accuse principali. “In primo luogo, John McKeague tentò di effettuare le operazioni di ormeggio…senza però aver prima dichiarato la propria posizione e senza essersi accertato di quali altri navi fossero già in porto”. “In secondo luogo, cercò di effettuare un cambio di direzione attraverso la prua della HMS Anson.”
Il relitto dell’Utopia — in una fotografia contemporanea in basso, è possibile osservare la SS Utopia dopo il suo naufragio presso il porto di Gibilterra. Sopra ciò che rimane dell’imbarcazione sono visibili squadre operative, chiatte e luci per facilitare i lavori. Gli oggetti quadrati sugli alberi della nave non erano altro che indicatori posizionati lì proprio come segnale e per aiutare altre navi a non entrare in collisione con il relitto. I residui dell’Utopia furono levati dal mare nel luglio del 1892 e riportati in Scozia, dove vennero completamente demoliti nel 1900.

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June/Giugno 2021

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June 2021 Newsletter

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May 2021 – Italian









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May 2021 Newsletter

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ITALIAN SURNAME ORIGINS

After learning about the historic surnames from Craco it became obvious understanding their origins would be important.
Onomatology is the study of the origins and history of proper names. There are two works that help us identify the roots of the Cracotan names. Prof. Joseph G. Fucilla wrote, Our Italian Surnames, in 1949 and has been in print since then because of its extensive coverage of the subject. In 1985, Gerhard Rohlfs wrote, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, an Italian language publication containing an extensive listing of regional surnames. Fucilla and Rohlfs explain Italian surnames came from several sources and that they were adopted in the last 400 years.
Through most of history a single given name was the standard. The Romans began adding a “gens-name” derived from the founder of the family tree. The early Christians and Germanic tribes, both used single given names and they caused the collapse of the Roman naming system. However, between these two groups the hereditary surname system universally used today slowly emerged.
Starting with the patricians in Venice about the 9th century it took another 800 more years for surnames to take root.
The pattern of Italian surnames originally relied on expressing paternity (for example, Giovanni di Alberto representing Giovanni son of Alberto). These were influenced over time by various factors. For example the singular surname became plural reflecting the family that the surname came from (Alberto becomes Alberti.) Another way of expressing “son of” (figlio) also emerged by using the prefix —Fi or Fili (examples, Fittipoldi, Filangieri).
The many groups who invaded Italy also added to the surname development process. Greek, Roman, and Germanic influence are seen as the major source of Italian surnames with a secondary set attributed to Hebrew names.
Greek roots are seen in names like Alessandri, or Greek with the Christian influence like Basilio. Roman examples are numerous and include classical names like Caesar. The Germanic Franks and Lombards while abandoning their native language retained their Teutonic names. These can be recognized with surname endings like –aldo (example Rinaldi), or -mano (Germano). Hebrew names derived from the Bible include Salomone and Vitelli (from David).
Adding to the complex evolution of surnames were other elements that became name sources including desirable or undesirable qualities, botanical, topographical, geographic, animal, anatomical, objects and occupations. Also, in the regional areas of rural Italy each family had a nickname which was transmitted to subsequent generations. Over centuries and generations additional modifications give us the names we recognize today.

CRACOTAN SURNAME ORIGINS
Avena— botanical, representing oat farmer (Fucilla)
Basilio—of Greek origin (Rohlfs & Fucilla)
Benedetto—compound surname (Fucilla)
Bentivenga—from Moliterno, indicating good feelings (Rohlfs); may good befall you (Fucilla)
Branda—French origins (Rohlfs)
Camberlengo—French origins (Rohlfs)
Colabella—attractive physique (Fucilla)
Conte—reflecting a title (Rohlfs); titular name origin, count (Fucilla)
Cotugno—botanical name, quince (Fucilla)
DeCesare—from Roman, of Cesear (Fucilla)
Dolcemiele— compound surname, sweet honey (Fucilla)
Donadio—indicating good feelings (Rohlfs); biblical origin, given by and to God (Fucilla)
Episcopio—from ecclesiastical name, bishop (Fucilla)
Gallo—Spanish origins (Fucilla)
Grieco—Greek nationality (Rohlfs)
Laino—geographic origin (Rohlfs)
Lorubbio—from Craco, Montalbano Jonico, Policoro (Rohlfs); derived from hair color, red (Fucilla)
Lospinuso—from Craco, Montalbano Jonico (Rohlfs); originated as a nickname, full of thorns, harsh(Fucilla)
Magistro—name for learned men, teacher (Fucilla)
Mastronardi—reflecting a title (Rohlfs); formed from master of and the baptismal name (Fucilla)
Muzio—from Sala Consilina, Salerno (Rohlfs); derived from Spanish, stable boy (Fucilla)
Pignataro-from Potenza, (Rohlfs), occupation name, potter (Fucilla)
Pirretti—from Ferrandina Matera (Rohlfs); derived from the given name Pietro (Fucilla)
Ragone—Spanish origin (Rohlfs)
Roccanova—from Potenza, Matera derived from agriculture (Rohlfs)
Rinaldi—Germanic origin (Rohlfs), from the legendary knight Roland (Fucilla)
Salamone—reflecting a distinguished person (Rohlfs); from the Bible, Solomon, a wise person (Fucilla)
Spera—from Matera, person which raises hope (Rohlfs)
Tuzio—from Lagonegro, Montalbano, Sapri, and Senise, from medieval name Tutius (Rohlfs)
Veltri—derived from the dog breed of greyhounds (Fucilla)
Viggiano—from Matera, Montablano, Potenza, Stigliano (Rohlfs)Vitelli—derived from the Biblical name David (Fucilla)

An online source of Italian surname history is available at: ORIGINI DI COGNOMI ITALIANI

LE ORIGINI DEI COGNOMI ITALIANI

Dopo aver appreso quelli che sono i cognomi italiani di Craco è diventato ovvia l’importanza di capire le loro origini.
L’Onomatologia rappresenta lo studio dell’etimologia e della storia dei nomi propri. Ci sono due studi disponibili che ci permettono di identificare le radici dei nomi crachesi. Prof. Joseph G. Fucilla scrisse nel 1949 “I nostri cognomi Italiani” (Our Italian surnames in inglese), testo tuttora in stampa proprio grazie al livello di dettaglio con cui descrive il tema. Nel 1985 Gerhard Rohlfs preparò invece un “dizionario storico dei cognomi lucani, una pubblicazione in lingua italiana contenente una lista estesa di cognomi regionali. Fucilla e Rohlfs spiegano come diverse siano state le fonti e le ragioni nella formazione dei cognomi italiani adottati negli ultimi 400 anni.
Storicamente, la maggior parte dei nomi propri erano composti da un nome unico. I romani cominciarono ad aggiungere un “nome gens”, quindi il nome derivante dal fondatore dell’albero genealogico famigliare. I primi cristiani, così come le tribù germaniche, usavano i nomi propri singoli e sostituirono il proprio sistema a quello romano, creando un collasso di quest’ultimo.
In ogni caso, tra queste due metodistiche quella del cognome ereditario come viene usato ora universalmente non era ancora emersa.
Fu infatti nel nono secolo dopo cristo con i patrizi a Venezia che l’attuale sistema cominciò ad ampliarsi, il cui sviluppo durò circa 800 anni o più prima di ottenere la comformazione attuale.
La forma con cui i cognomi italiani erano costruiti originalmente rispecchia il legame paterno (per esempio, “Giovanni di Alberto” significa “Giovanni figlio di Alberto”). Diversi sono poi i fattori che nel tempo ne hanno modificato l’assetto. Per esempio, molti nomi singolari hanno assunto una forma plurale e sono rimasti tali, identificando in questo modo il nome famigliare (per esempio “Alberto” diventerebbe “Alberti”). Un’altra maniera di esprimere il termine di “figlio” era rappresentata dall’uso del prefisso “Fi” oppure “Fili” (alcuni esempi sono “Fittipoldi” o “Filangeri”).
Anche i diversi eserciti e le popolazioni che invasero l’Italia parteciparono al processo di sviluppo dei cognomi famigliari. Le influenze greche, romane e germaniche sono quelle che hanno maggiormente pesato sui cognomi italiani di derivazione ebrea.
Radici greche sono riscontrate in nomi come “Alessandri”, oppure radici greche con un influenza cristiana, come per esempio “Basilio”. Gli esempi di varianti romane sono molteplici ed includono nomi come “Cesare”. I franchi-tedeschi ed i lombardi hanno assunto nomi teutonici, abbandonando il loro linguaggio nativo. Possono essere riconosciuti poichè terminano con –aldo (per esempio “Rinaldi”) o –mano (“Germano”). I nomi ebrei che hanno radici bibliche includono Salomone e Vitelli (da “Davide”).
Oltre all’evoluzione già di per sè complessa della natura di un nominativo, ci sono altri elementi da considerare che hanno assunto nel tempo un certo livello di influenza. Questi includono qualità desiderabili o indesiderabili, elementi legati al mondo botanico, topografico, geografico, animale, anatomico, oggetti così come impieghi. Oltre a ciò, nelle regioni rurali italiane ogni famiglia aveva un proprio soprannome, il quale veniva trasmesso di generazione in generazione. Durante i secoli e a causa del susseguirsi delle generazioni stesse, ulteriori modifiche hanno aiutato a modificare i nostri nomi fino a diventare quelli che sono oggi.
 LE ORIGINI DEI COGNOMI CRACHESI
Avena—dal mondo botanico, rappresentante dei contadini di avena (Fucilla)
Basilio—di origine greca (Rohlfs & Fucilla)
Benedetto—nome composto (Fucilla)
Bentivenga—da Moliterno, indicatore di buone sensazioni (Rohlfs); che il bene possa essere con te (Fucilla)
Branda—di origini francesi (Rohlfs)
Camberlengo— di origini francesi (Rohlfs)
Colabella— dal fisico attraente (Fucilla)
Conte— che riflette il titolo nobiliare (Rohlfs); nome di un titolo, conte (Fucilla)
Cotugno—nome di origine botanica, mela cotogna (Fucilla)
DeCesare— dal nome romano, di Cesare (Fucilla)
Dolcemiele— nome composto, dolce e miele (Fucilla)
Donadio—che indica sensazioni piacevoli (Rohlfs); di origine biblica, dato da e per Dio (Fucilla)
Episcopio—nome d’origine ecclesiastica, vescovo (Fucilla)
Gallo—nome d’origini spagnole (Fucilla)
Grieco—nazionalità greca (Rohlfs)
Laino— di origini geografiche (Rohlfs)
Lorubbio—da Craco, Montalbano Jonico, Policoro (Rohlfs); derivante dal colore rosso carota dei capelli (Fucilla)
Lospinuso—da Craco, Montalbano Jonico (Rohlfs); in origine come soprannome, pieno di spine, duro(Fucilla)
Magistro—nome di persona acculturata, maestro (Fucilla)
Mastronardi—che riflette un titolo (Rohlfs); creato per uno specialista in un arte, nome di battesimo (Fucilla)
Muzio—dalla Sala Consilina, Salerno (Rohlfs); derivante dallo spagnolo, ragazzo di stalla (Fucilla)
Pignataro-da Potenza, (Rohlfs), nominativo di occupazione, ceramista (Fucilla)
Pirretti—da Ferrandina Matera (Rohlfs); derivante dal nome proprio Pietro (Fucilla)
Ragone—di origine spagnola (Rohlfs)
Roccanova—da Potenza e Matera, deriva dall’agricoltura (Rohlfs)
Rinaldi— di origini germaniche (Rohlfs), dal cavaliere leggendario Rolando (Fucilla)
Salamone—riflette una persona di qualità distinte (Rohlfs); dalla Bibbia, Salomone, uomo saggio (Fucilla)
Spera—da Matera, persona che porta speranza (Rohlfs)
Tuzio—da Lagonegro, Montalbano, Sapri, e Senise, derivante dal nome medievale Tutius (Rohlfs)
Veltri—derivante dall’allevamento di cani levrieri (Fucilla)
Viggiano—da Matera, Montablano, Potenza e Stigliano (Rohlfs)
Vitelli—derivante dal nome biblico Davide (Fucilla)



Una fonte storica di cognomi italiani è disponibile su: ORIGINI DEI COGNOMI ITALIANI


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HISTORIC DATES IN CRACO

In Craco’s long history many significant events have occurred. For those of us interested in the town, the knowledge of these events is limited to the material contained in the town’s history, Note Storiche sul Comune di Craco, that was first published by Prof. Dino D’Angella in 1986 in Italian (the English translation issued by the Society is available on Amazon.com).  A review of  it allows us to identify the following:

JANUARY

· 17 January 1864 -Angelo Altomonte, a National Guard soldier, died in a fire as a result of a conflict with brigands.

FEBRUARY

· 6 February 1769 – A relic of San Vincenzo was sent from Rome on the initiative of Cardinal Marco Antonio Colonna, Vicar General for Pope Pius VI. It was delivered to Father Francesco Antonio of Craco.

· February 1799 – Innocenzo DeCesare and Nicola M. Giannone, plant a liberty tree in the main square, and a municipal republican government formed.

· l7 February 1815 – Basile DeSanto was sentenced to death, for leading a popular demonstration against the French Government that was held in Craco in 1814.  

· 13 February 1823 –  Domenico A. Ottaviano, who owned the tavern where the “secret unions” were held on 1821, was arrested under the accusation of “conspiracy against the internal security of the state”, and “conspiracy in order to overthrow” the government. Domenico died in prison while he was awaiting trial.  His son, Vincenzo, was arrested on the same day to answer the same allegations. He spent a few years in a Bourbon prison.

MARCH

· 4 March 1799 – a large demonstration organized by the radicals under Tommaso Antonio Miadonna and his cousin, the priest Francesco Miadonna ended in a blood bath; many people were hurt or killed. The peasants killed the doctors Nicola Antonio Rigirone and Vincenzo Nardandrea, Don Alessandro Orsone, Nicola Maria Carbone and Antonio Quaranta.

· 27 March 1808 – sixteen year old Tommaso  Pascariello was murdered.

APRIL

· 3 April 1616-Tavern of Canzoniero was incorporated with the Chiesa Madre; it was completely demolished in the 1800s.

· 18 April 1792 – on the intervention of Father Prospero of Craco, a Franciscan, a larger precious relic of San Vincenzo was obtained.

· 18 April 1800 – Giuseppe Carella (originally of Montesano), husband of Teresa Chiarito, was assassinated by some brigands in the countryside near the village.

· 4 April 1793 – Don Pasquale Arleo made an agreement to create a new altar for the relic of San Vincenzo.

· 1 April 1821 – Domenico A. Ottaviano, held “secret unions” at the tavern he owned; he would be arrested in 1823.

MAY

· 10 May 1807 – Nicola Chiarito and his Briganti gang of about fifteen persons including his brother Antonio, attacked Craco, killing Francesco Antonio Colabella, who had organized the defense of the town. Some people were injured and a couple of houses and barns were burned.

· 5 May 1808 – Antonio Chiarito, was arrested and, after a brief trial, was shot in Craco.

· May 1861 there was an attempted murder against Leonardo Antonio Grossi, the mayor of Craco. The brigands Antonio Cotugno, Giuseppe Padovani, Vito and Rocco Francolino were accused of kidnapping and extortion of money against Grossi.

· 20  May 1886  – the town council made a petition to the government to intervene to stabilize the inhabited area. The main area of concern continued to be along the road of Santa Maria Giampaolo.

· First and Second Sundays – The feast dedicated to the Madonna della Stella, which has been celebrated since the eighteenth century. Today, because the Crachesi community lives in Craco Vecchio and Craco Peschiera, the festival takes place on two consecutive Sundays in May.

· 1999 – reprint of the book, Note Storiche sul Comune di Craco, the history of the town is issued in Italian.

JUNE

· 4 June 1792 – The body of San Vincenzo, arrived in Craco and placed in the chapel of the Madonna della Stella on the following day it was brought in a solemn procession to Craco.

· 10 June 1810—Dr. Giovanni Eligio Rigirone, about 28 years old, was killed in a building on Vico Santa Barbara. Antonio Chiarito, was arrested and after a trial convicted of the crime.

· 25 June 1862—Custom guards Domenico Salsano, (native of Afragola) and Gaetano Solomone (of Noja, today Naples) were killed in the countryside near Craco by brigands.  On the same day, a Rigirone, who was a National Guard soldier in Craco “had his head cut off by means of a knife” by a brigand group.

JULY

· 1678 – Fra’ Giuseppe of Craco was elected the Provincial Priest of the monastery in Craco.

· 1806 – a group of citizens including the farmers who wanted land, former soldiers, and Bourbons stood in opposition to the army of Napoleon .

· 18 July 1807 – The band of briganti headed by Antonio Barberio killed Nicola Rigirone (28 years old, husband of Angiola Rinaldi), looted and robbed the town, and caused injuries to some citizens.

· 1861 – Archimede Rigirone was appointed mayor, replacing Francesco Cammarota.

· 25 July 1874 – Cappuccino, the Crachese briganti  was killed in a barrage of fire in the territory of Padula.

· 1944 – eight temporary policemen, Emanuele Pisciotta, Salvatore Spera (son of the late Domenico), Nicola Colabella (di Alfredo), Giuseppe Lerro (son of the late Gennaro), Salvatore Episcopia (di Francesco), Pietro D‘Elia (son of the late Antonio), Antonio Consoli, and Donato Spera (son of the late Donato). were hired to guard the grain harvest to avoid the theft of and the subsequent smuggling of agricultural produce

· 1984 – first edition of  Note Storiche sul Comune di Craco is published by Prof. Dino D’Angella in Italy.

AUGUST

· 1860 – there were sixteen Crachesi soldiers in Garabaldi’s Republican National Guard, commanded by Captain Andrea Cammarota and Lieutenant Samuele Rigirone.  Names that are known are: Innocenzo Pasciucco (fu Giuseppe), Giuseppe A. Camperlengo, Francesco Crapulli, Vincenzo Vietri (fu Rocco), and Pasquale Marrese (fu Domenico).

· 1895— there were protests within the town council because of questions regarding the failed election of a pair of candidates. Innocenzo Mastronardi and Tommaso Miadonna, after long discussions in the assembly.  They lost the election because they were not awarded a few contested votes. The council was paralyzed by this dispute for at least four months.

· 2009 – English translation of Note Storiche sul Comune di Craco, the history of the town is issued by The Craco Society.

SEPTEMBER

· 1807 – Angelo Antonio Biancullo, originally from Montemurro, was assassinated by unknown briganti.

·  9 September 1850 – a verdict by the Special Great Court of Basilicata condemned Nicola Maria Caruso (also known as Father Ferdinando of Craco, a Franciscan, born in September of 1811) to twenty years in prison for “suspicion of writing and printing speeches inciting unrest, and conspiring to arm against the Royal Authority.

· 1877 – A  new confraternity to San Vincenzo was founded.

· 22 September 1902 – Prime Minister Giuseppe Zanardelli arrived in Craco, dining at the Town Hall  about 1:30 pm. He received the local Town councilors and those of Montalbano Jonico, Pisticci, Ferrandina, Bernalda and Grottole. He left about 5:30 pm.

OCTOBER

· Fourth Sunday – The feast of San Vincenzo, Martire di Craco has been held annually since 1792.

NOVEMBER

· 4 November 1788 – Father Nicola Onorati, who was also known as Columella, gained notoriety for scientific merit from Latin scholars when speaking at the inaugural opening of University of Naples.  He held the Chair of Agriculture and Pastoralist there.

· 14 November 1861 – A raid on Craco began with  about 1,000 brigands.  The brigands found  many supporters including brothers Gaetano and Giovanni Arleo, Antonio Miadonna (husband of Rosa Grossi), the Santalucia family, the Rev. Giuseppe Colabella and others. Rifles and pistols were shot in front of the Palazzo Carbone and the Palazzo Magistro. Some stables were burned and homes of the wealthy were robbed.

· 24 November 1861, sixteen people were executed in front of the Franciscan Convent: Antonio Miadonna (43 years old), farmer Giuseppe Sisto (age 50, husband of Clementina Cacciatore), Nicola Santalucia (a barber, age 56, husband of Margherita Lobosco), the proprietor of the coffee bar Angelo Santalucia (in his 20’s, the son of Nicola and Margherita Lobosco), his brother Francesco (aged 18), Nicola D’Arletta (a farmer, 36 years old, husband of Caterina Rinaldi), coachman Giuseppe LaLingua (in his 50’s husband of Grazia Lapadula), the Priest Giuseppe Colabella (30 years old), farmer Giovanni Episcopia (18 years, son of Rosa Episcopia), farmer Gaetano Vivero (32, husband of Maria Leonarda Padula), farmer Francesco Branda (21, son of Carmina Branda), sixteen-year-old Giovanni Baldassarre, coachman Francesco Franco (40 years old, husband of Rosa M. Triunfo), and coachman Francescantonio Plati (40 years, married to Luisa Carlucci).

· 1980 – the chapel of the Convent of San Pietro, (which housed the relic of San Vincenzo) which was attached to the monastery, was closed to the public after an earthquake.

DECEMBER

· 1926 – Province of Matera was created and included Craco in it.

Le date storiche di Craco


Sono tanti gli eventi che si sono succeduti durante la lunga storia di Craco.

Per coloro che, tra noi, sono interessati a saperne di più sul passato di Craco, è importante sottolineare come le informazioni legate a questi eventi provengano per intero dal materiale contenuto all’interno di Note Storiche sul Comune di Craco. Questo libro tratta della storia del paese ed è stato pubblicato per la prima volta in italiano nel 1986 dal professor Dino D’Angella (la versione tradotta in lingua inglese dalla Craco Society può essere acquistata su Amazon.com). Una nuova revisione del libro ci ha permesso di indentificare gli eventi di maggiore importanza accaduti a Craco. Gli abbiamo elencati e descritti qui in basso:

GENNAIO

· 17 gennaio 1864 -Angelo Altomonte, un soldato della guardia nazionale, viene colpito a morte da un proiettile durante un conflitto a fuoco con i briganti.

FEBBRAIO

· 6 febbraio 1769 – La reliquia di San Vincenzo viene inviata da Roma su iniziativa del Cardinale Marco Antonio Colonna, vicario generale di papa Pio sesto. Viene consegnata direttamente a padre Francesco Antonio di Craco.

· Febbraio 1799 – Innocenzo DeCesare e Nicola M. Giannone piantano un albero della libertà nella piazza principale di Craco. Il loro gesto segna l’insediamento in municipio di un governo ti tipo repubblicano. 

· l7 febbraio 1815 – Basile DeSanto viene condannato a morte dopo aver organizzato una sommossa popolare contro il regime francese che controllava Craco dal 1814.

· 13 febbraio 1823 – Domenico A. Ottaviano, proprietario della taverna all’interno della quale si tenevano le riunioni secrete dei carbonari, venne arrestato con l’accusa di cospirazione contro “la sicurezza interna dello stato” e “al fine di far crollare” il governo. Domenico muore in prigione ancora prima di ricevere la sentenza finale. Suo figlio, Vincenzo, viene arrestato nello stesso giorno con la stessa accusa. Dovrà rimanere diversi anni all’interno di una prigione Borbonica prima di ottenere la libertà.

MARZO

· 4 marzo 1799 – La grande dimostrazione organizzata dai radicali politici sotto la gestione di Tommaso Antonio Miadonna e di suo cugino, il prete Francesco Miadonna, termina in un bagno di sangue. Molti tra i cittadini locali vengono trucidati o rimangono feriti. I braccianti ammazzano i dottori Nicola Antonio Rigirone e Vincenzo Nardandrea, Don Alessandro Orsone, Nicola Maria Carbone e Antonio Quaranta.

· 27 marzo 1808 – il sedicenne Tommaso Pascariello viene assassinato.

APRILE

· 3 aprile 1616 – viene inaugurata la taverna del Canzoniero assieme alla Chiesa Madre; la taverna rimarrà operativa per più di due secoli, prima di venir demolita completamente.

· 18 aprile 1792 – in seguito all’intervento di padre Prospero di Craco, un frate francescano, Craco ottiene una reliquia di San Vincenzo ancora più grande e preziosa.

· 18 aprile 1800 – Giuseppe Carella (originario di Montesano), marito di Teresa Chiarito, viene assassinato da alcuni briganti nella campagne circostanti al paese.

· 4 aprile 1793 – Don Pasquale Arleo stringe un accordo per edificare un nuovo altare in cui ospitare la reliquia di San Vincenzo.

· 1 aprile 1821 – Domenico A. Ottaviano organizza le riunioni segrete dei carbonari presso la taverna di sua proprietà. Verrà arrestato un paio di anni dopo.

MAGGIO

· 10 maggio 1807 – Nicola Chiarito e la sua compagnia di circa quindici briganti, tra cui anche suo fratello Antonio, attaccano Craco. Francesco Antonio Colabella, il quale organizza la difesa del paese, perde la vita durante le rappresaglie. Saranno diversi i feriti ed un paio di abitazioni e fienili verranno incendiati.

· 5 maggio 1808 – Il brigante Antonio Chiarito viene arrestato e, dopo un breve processo, fucilato a Craco.

· Maggio 1861 – Viene tentato l’omicidio di Leonardo Antonio Grossi, il sindaco di Craco d’allora. I briganti Antonio Cotugno, Giuseppe Padovani, Vito e Rocco Francolino vengono accusati di sequestro di persona ed estorsione finanziaria ai danni di Grossi.

· 20 maggio 1886 – il consiglio comunale del paese lancia una petizione al fine di ottenere l’attenzione del governo nazionale e di rendere agibile l’area abitativa di Craco. La zona che desta maggiori preoccupazioni è quella circostante alla strada di Santa Maria Giampaolo.

· Prima e seconda domenica di maggio – La festa dedicata alla Madonna della Stella viene celebrata sin dal diciottesimo secolo. Poiché la comunità crachese risiede oggi a Craco Peschiera e non più a Craco Vecchio, i festeggiamenti vengono organizzati in due domeniche successive a maggio.

· Maggio 1999 – viene rilasciata la seconda edizione in italiano di Note Storiche sul Comune di Craco, la celebre storia del paese di Craco.

GIUGNO

· 4 giugno 1792 – la reliquia del corpo di San Vincenzo arriva a Craco prima di esser posizionata all’interno della cappella della Madonna della Stella. Verrà trasportata tramite una processione solenne attraverso il paese di Craco il giorno successivo.

GIUGNO

· 10 giugno 1810 — il dottor Giovanni Eligio Rigirone, di appena 28 anni, viene assassinato su Vico Santa Barbara. Antonio Chiarito verrà accusato del delitto e, dopo un breve processo, condannato.

· 25 giugno 1862— I guardiani Domenico Salsano, (nativo di Afragola) e Gaetano Solomone (di Noja, oggi Napoli) vengono massacrati dai briganti nelle campagne vicino a Craco. Durante lo stesso giorno, a Rigirone, un soldato della guardia nazionale di Craco, verrà mozzata la testa con un coltello da un gruppo di briganti.

LUGLIO

· Luglio 1678 – Fra’ Giuseppe di Craco viene eletto sacerdote della provincia del monastero di Craco.

· Luglio 1806 – un gruppo di cittadini, tra i quali anche contadini che richiedevano un pezzo di terra, ex soldati e borbonici, si ribellano contro l’armata di Napoleone 

· 18 luglio 1807 – La banda di briganti capitanata da Antonio Barberio assassina Nicola Rigirone (di appena 28 anni, marito di Angiola Rinaldi) prima di saccheggiare e fare razzie in paese, ferendo molti dei cittadini locali.

· Luglio 1861 – Archimede Rigirone viene eletto sindaco e prende il posto di Francesco Cammarota.

· 25 luglio 1874 – Cappuccino, uno dei briganti Crachesi, viene massacrato da una raffica di colpi d’arma da fuoco nel territorio di Padula.

· Luglio 1944 – otto poliziotti temporanei, Emanuele Pisciotta, Salvatore Spera (figlio del defunto Domenico), Nicola Colabella (di Alfredo), Giuseppe Lerro (figlio del defunto Gennaro), Salvatore Episcopia (di Francesco), Pietro D‘Elia (figlio del defunto Antonio), Antonio Consoli, e Donato Spera (figlio del defunto Donato) si arruolano per fare la guardia al raccolto di grano, evitandone il furto e che diventi merce agricola di contrabbando.

· Luglio 1984 – la prima edizione di Note Storiche sul Comune di Craco viene pubblicata in Italia dal professor Dino D’Angella.

AGOSTO

· Agosto 1860 – sono sedici i soldati Crachesi che servono all’interno dei ranghi della guardia nazionale repubblicana di Garibaldi, tutti sotto il comando del capitano Andrea Cammarota e del tenente Samuele Rigirone. I nomi conosciuti sono quelli di: Innocenzo Pasciucco (fu Giuseppe), Giuseppe A. Camperlengo, Francesco Crapulli, Vincenzo Vietri (fu Rocco) e Pasquale Marrese (fu Domenico).

· Agosto 1895— Scoppiano varie proteste all’interno del consiglio comunale dopo lunghe discussioni in assemblea. Queste proteste sono causate da alcune domande a cui non viene data risposta sul conto della mancata elezione di un paio di candidati. Stiamo parlando di Innocenzo Mastronardi e Tommaso Miadonna. Entrambi avevano infatti perso le elezioni a causa di pochi voti contestati. Il consiglio è paralizzato e non riesce a risolvere la situazione di stallo che durerà ben quattro mesi.

· Agosto 2009 – La traduzione in lingua inglese di Note Storiche sul Comune di Craco, la storia del paese di Craco, viene completata dalla The Craco Society ed è disponibile all’acquisto.

SETTEMBRE

· Settembre 1807 – Angelo Antonio Biancullo, originario di Montemurro, viene assassinato da un gruppo di briganti, l’identità dei quali rimarrà sconosciuta.

· 9 settembre 1850 – un verdetto della grande corte speciale della regione Basilicata condanna Nicola Maria Caruso (conosciuto anche come padre Ferdinando di Craco, un frate francescano nato nel settembre del 1811) a venti anni di reclusione. La sentenza è “per il sospetto che abbia scritto e pubblicato discorsi atti a fomentare disordini e a favorire cospirazioni violente contro le autorità reali.”

· Settembre 1877 – Viene fondata una nuova confraternita di San Vincenzo

· 22 settembre 1902 – il primo ministro italiano Giuseppe Zanardelli arriva a Craco. Intorno all’una e mezza di primo pomeriggio viene allestito un pranzo in municipio in onore della sua visita. Durante quell’occasione, Giuseppe Zanardelli riceve anche i consiglieri comunali delle località limitrofe di Montalbano Jonico, Pisticci, Ferrandina, Bernalda e Grottole. Ripartirà da Craco alle cinque e mezza dello stesso pomeriggio.

OTTOBRE

· Quarta domenica d’ottobre – La festa di San Vincenzo, Martire di Craco, viene organizzata annualmente in paese dal 1792.

NOVEMBRE

· 4 novembre 1788 – Padre Nicola Onorati, conosciuto anche con il soprannome di Columella, guadagna notorietà tra gli studiosi dell’accademia di Latino. Questo grazie alle sue conoscenze scientifiche che dimostra parlando durante l’inaugurazione dell’apertura dell’università di Napoli. È proprio lì che a Padre Nicola Onorati verrà data la cattedra in agricoltura e pastorizia.

· 14 novembre 1861 – Craco viene invaso da un’orda di mille briganti. I briganti trovano in paese diversi sostenitori, tra i quali anche i fratelli Gaetano e Giovanni Arleo, Antonio Miadonna (marito di Rosa Grossi), la famiglia dei Santalucia, il reverendo Giuseppe Colabella ed altri ancora. Proiettili di pistola e carabina vengono sparati davanti a Palazzo Carbone e a Palazzo Magistro. I briganti e i loro sostenitori riusciranno a bruciare alcune stalle e derubare le case dei cittadini più abbienti.

· 24 novembre 1861, sedici uomini vengono fucilati davanti al convento francescano. Questi sono: Antonio Miadonna (43 anni), Giuseppe Sisto (contadino, 50 anni, marito di Clementina Cacciatore), Nicola Santalucia (barbiere, 56 anni, marito di Margherita Lobosco), Angelo Santalucia (proprietario di una caffetteria, ancora nei suoi vent’anni, figlio di Nicola e Margherita Lobosco), Francesco Santalucia (fratello di Angelo Santalucia, 18 anni), Nicola D’Arletta (contadino, 36 anni, marito di Caterina Rinaldi), Giuseppe LaLingua (cocchiere, sui cinquant’anni, marito di Grazia Lapadula), Giuseppe Colabella (prete, 30 anni), Giovanni Episcopia (contadino, 18 anni, figlio di Rosa Episcopia), Gaetano Vivero (contadino, 32 anni, marito di Maria Leonarda Padula), Francesco Branda (contadino, 21 anni, figlio di Carmina Branda), Giovanni Baldassarre (16 anni), Francesco Franco (cocchiere, 40 anni, marito di Rosa M. Triunfo), e Francescantonio Plati (cocchiere, 40 anni, marito di Luisa Carlucci).

· 1980 – la cappella del convento di San Pietro – la quale ha ospitato la reliquia di San Vincenzo e posizionata appena a fianco del monastero – viene chiusa al pubblico in seguito a movimenti sismici.

DICEMBRE

· Dicembre 1926 – Vengono stabiliti i confini della provincia di Matera con Craco al loro interno.

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WWI CRACOTAN MEN IN FRANCE-LIFE CHANGING EVENTS

As we learn of the Cracotan men who fought in WWI we know the experience was life changing for all of them.  The lives of Peter Benedetto and Nicola Francavilla were cut short; Frank Muzio, and Antonio Spera carried their experience and injuries with them.  The remaining three men we are aware of that served in the US Army, Nicola Camperlengo, Nicola Roccanova, and Edmond Salomone also had life changing experiences.

Nicola Camperlengo

             Nick Camperlengo  was born on 1894 in Manhattan, New York to Vitantonio and Teodora LoRubio.  He was living at 50 Roosevelt St. and working as a shipping clerk for Michele Stramiello at 281 Front St. when he was inducted on April 27, 1918 .  He was reacted to He was assigned to the Medical Evacuation Hospital No. 28 and then on June 14 he was reassigned to Base Hospital No. 78.  Private Nick Camperlengo boarded the SS Anchises with his unit on Sept. 1, 1918 in New York bound for the European battlefields. His story and the horrors of war is best understood in the words about him from the late Dr. Henry Camperlengo who wrote the following:

“It was into that maelstrom that my “Uncle Nick,” whose memory I cherish as a kind human person saw in plentitude the horrors of war.  He and others worked untiringly night and day to the many wounded.  They soon exhausted basic medical supplies and even had to cut branches from trees to improvise splints.  After the wounded were rounded up they were painfully in trucks presumably headed to Base Hospitals.   Suddenly there appeared a squadron of German fighter planes and the entire column was machine gunned.  So many who had been carefully and exhaustingly cared for were now dead!  My Uncle sat under a tree and cried.”

Nick boarded the SS Dante Aleghieri on May 27, 1919 in Marseilles Harbor bound for NewYork with orders to report to Camp Dix.  The ship arrived on June 17th and he was honorably discharged the next day.  But as Dr. Camperlengo explains,

“He couldn’t tell us in words what effect it had on him.  I only learned to what extent this experience had on his psyche when I was a young psychiatrist in training. 

He had been remanded to the Northport VA [Veterans Administration] Hospital on Long Island for a psychiatric disorder that baffled the doctors at that time. 

I obtained his  medical records from the Northport VA and I saw plainly that the disorder he suffered from was P.T.S.D. or Post Traumatic Stress Disorder, an entity only recognized by the American Psychariatric Assoc. and the A.M.A [American Medical Association] in the 1980s.  He spent 10 years in that hospital frequently visited by family and when discharged became a groundskeeper at a private boys school on Long Island.  I understand that he was honored with a plaque in his memory by the boys for his kind ways and wise advice to them.  For me he became one of the chief reasons I became a psychiatrist.

Nicola Roccanova

Unlike the others from Craco, Nick Roccanova did not serve in the “Metropolitan Division” and had a different experience from them in France.

Nicola Roccanova was born on May 1, 1898 in Craco to Vincenzo and Isabella Sellare. His older brothers,  had emigrated to the US in the early 1900s as did a sister, Antonia who had married Paolo Benedetto in 1905.

We learn about Nicola’s story from Deborah Roccanova who is the wife of Nicola’s grandson Richard.  She says, that Nicola’s father sent him to the US in 1915 “hoping he would avoid being drawn into the war in Europe,” but fate would dictate a different story.

He was living with his brothers at 65 Sullivan St., in Manhattan when he enlisted in the US Army at Ft. Slocum, at David’s Island (in Long Island Sound off New Rochelle), NY on Nov. 27, 1917.  It was one of the busiest recruit training stations in WWI and housed many of those who joined in the government sponsored recruiting zeal that occurred  in November 1917; explaining Nicola’s action. In December the governemt ended voluntary enlistments and relied solely on the draft.

But on Dec 8th, Nicola was assigned to Battery C of the 18th Field Artillery  Unit.  He would serve with them until his discharge.  His service records show he boarded the USS Aeolus  with his unit in Hoboken, NJ on April 23, 1918 however the departure was delayed and the Unit transferred to the USS Manchuria on April 30 when it sailed to Europe. 

Nicola and his unit were attached to the 3rd Division in France.  They distinguished themselves earning the French Croix De Guerre with Gilt Star on the battle streamers for the Champagne Marne and Aisne-Marne campaigns and was instrumental in helping to defeat the Germans during an final assault known as the “Ludendorff Offensive.”  After the German surrender, they served a tour of occupation duty.  Nicola  and hisunit boared USS Agamemnon in Brest, France arriving eight days later in Hoboken.  He was discharged August 22nd.

Deborah Roccanova tells us more about his experiences and how they impacted Nicola.  She says, He was gassed with mustard gas…The effects of the gas did affect his lungs the rest of his life.  He was hospitalized  with TB for 11 months in 1944 at a sanitarium in upstate NY.” 

She continues about the period after the war while he was stationed in France, “…he did attempt to return to Craco to see his parents and family.  This was denied due to the Spanish flu epidemic and all soldiers were confined to base.  He never saw his parents again…but his mother Mary (Francavilla) Roccanova died from the flu in 1918…” when it struck Craco.

We also learned from Deborah that Nicola married Isabella Sillaro (born 1898, Craco).  She was the daughter of Giuseppe and Rosa Dolcimele.  After their marriage in Manhattan in 1920 Nicola worked with his brothers in a paper box making business, for a while.

Deborah tells us after that he, “drove taxi and eventually owned his own laundry and small apartment buildings. …Nicholas did eventually moved to Sacramento, CA at the urging of his son Vincent and wife Lois.  Nicholas and Isabella lived a very happy and successful life, investing in real estate and surrounded by family in Sacramento.  …Nicholas did return to Craco and Roccanova Italy in 1978…

Edmond Salomone

The experience of Edmond Salomone during WWI was unique.  He was born in Manhattan on March 24, 1897, the son of Michele Salomone and Angela Mormando.  On Sept. 9, 1918 he was drafted into the US Army and sent to Camp Gordon, GA.  With the war raging in Europe the Army had developed plans to train recruits to replace the battlefield soldiers. Edmond was assigned to the 14th Infantry Replacement and Training Battalion.   On Oct. 18 he was assigned to the Automatic Replacement Draft designed to fill in the ranks of soldiers in Europe.  Just 5 days after the armistice on Nov. 16, he was transferred to Company C 162 Infantry and shipped overseas on November 27th.  He served there until returning to the US on July 27, 1918 and was demobilized on Aug. 2nd.  

Brothers in Arms—Edmond Salomone (right) is shown with his future brother-in-law, Joe Chicichella when both were in the US Army in 1918.
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