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Category: Craco Vecchio

January in Craco Vecchio:

January in Craco: How the Cracotan Year Was Shaped by the Earth and the Church

While January marks the start of the modern calendar year, life in Craco, Italy followed a different rhythm entirely. The Cracotan year was not defined by a single “New Year” celebration or a fixed timeline. Instead, it moved in a continuous cycle guided by seasonal farm work and the Catholic church calendar.

For generations, the people of Craco measured time not by dates on a wall, but by what needed to be done — in the fields, in the kitchen, and in the church. To truly understand January in Craco, you have to look through two essential lenses:

1) The Earth: January’s Tradition of Pork Processing and Home-Cured Meats

In Craco, the first half of January was one of the busiest times of the year for rural families. This was the season of pork processing, when households slaughtered the pig they had been carefully fattened since October.

Nothing went to waste. Families transformed the meat into long-lasting staples that would support them through the colder months. Women played a central role in preparing and preserving traditional cured meats such as:


• Soppressata
• Pancetta
• Salami
• Prosciutto
• Lard

One of the most distinctive delicacies made during this period was “sanguinaccë”, a traditional pudding prepared from pig blood blended with ingredients like raisins, almonds, nutmeg, and warming spices. This food was both practical and symbolic — a reminder of the Cracotan commitment to resourcefulness and tradition.

This January ritual wasn’t merely about survival; it was a community-centered tradition that reinforced the bond between land, family, and culture.


2) The Church: Epiphany, La Befana, and the Beginning of Carnevale

While the earth shaped daily labor, the Church cycle shaped celebration, identity, and seasonal transitions.

January 6: Epiphany and the Tradition of La Befana

The Feast of the Epiphany (January 6) was especially meaningful in Craco because it was tied to La Befana, a beloved figure in Italian folk tradition.

In Craco, La Befana was known as an elderly woman who visited children on the night before Epiphany. According to tradition:


• Good children
woke up to find treats such as oranges, almonds, or candy in their stockings.
• Bad children received pieces of coal instead.

This cultural blend of Christian observance and folklore made Epiphany one of the most memorable winter traditions in the village.


The Start of Carnevale

Epiphany also marked the beginning of Carnevale, a season filled with feasting, music, and serenades. A key part of the celebration was the sound of the “cupa cupa,” a homemade musical instrument often played during gatherings and street festivities.

Carnevale wasn’t just entertainment — it was a lively expression of Cracotan joy before the solemn season of Lent.

Cracotan Traditions in North America: How Immigration Changed the Cycle

When Cracotans immigrated to cities across North America, many of these traditions naturally shifted. Urban life didn’t always allow for livestock raising, communal processing, or village-scale religious celebrations.

Yet even as customs evolved, the memories — and the meaning behind them — remained powerful. These traditions are more than historical routines: they are cultural threads worth preserving, sharing, and celebrating.



Historic Date in Craco


January 17, 1864

On this day, Angelo Altomonte, a National Guard soldier, died in a fire connected to a conflict involving brigands. His death remains one of the recorded historic events tied to Craco’s long and complex past.

 

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Gennaio a Craco: come l’anno cracotano era scandito dalla terra e dalla Chiesa

Mentre gennaio segna l’inizio del nuovo anno nel calendario moderno, la vita a Craco, in Italia, seguiva un ritmo completamente diverso. L’anno cracotano non era definito da una sola celebrazione di “Capodanno” o da un calendario rigido. Era invece un ciclo continuo, guidato dai lavori agricoli stagionali e dal calendario della Chiesa.

Per generazioni, a Craco il tempo non veniva misurato solo con le date, ma con ciò che andava fatto: nei campi, in cucina e in chiesa. Per comprendere davvero il mese di gennaio a Craco bisogna guardarlo attraverso due prospettive fondamentali:


1) La Terra: gennaio e la tradizione della lavorazione del maiale e dei salumi fatti in casa

A Craco, la prima metà di gennaio era uno dei periodi più intensi dell’anno per le famiglie contadine. Era il tempo della lavorazione del maiale, quando le famiglie macellavano l’animale che avevano allevato e ingrassato con cura fin da ottobre.

Nulla veniva sprecato. La carne veniva trasformata in prodotti che potevano durare a lungo e sostenere la famiglia nei mesi più freddi. Le donne avevano un ruolo centrale nella preparazione e nella conservazione di salumi tradizionali come:


• Soppressata
• Pancetta
• Salame
• Prosciutto
• Strutto

Una delle specialità più particolari preparate in questo periodo era la “sanguinaccë”, un tipo di budino tradizionale fatto con sangue di maiale mescolato con ingredienti come uvetta, mandorle, noce moscata e altre spezie.

Questa pratica di gennaio non era solo una necessità: era un rituale comunitario e familiare che rafforzava il legame tra la terra, la casa e la cultura.


2) La Chiesa: Epifania, La Befana e l’inizio del Carnevale

Se la terra scandiva il lavoro quotidiano, il ciclo religioso scandiva le festività, l’identità e i passaggi stagionali.

6 gennaio: Epifania e la tradizione della Befana

La festa dell’Epifania (6 gennaio) era particolarmente sentita a Craco perché legata alla figura della Befana, amatissima nella tradizione popolare italiana.

A Craco, la Befana era vista come una vecchietta che visitava i bambini la notte prima dell’Epifania. Secondo la tradizione:

• bambini buoni trovavano dolci come arance, mandorle o caramelle nella calza.
• bambini cattivi ricevevano invece pezzi di carbone.

Questa fusione tra tradizione cristiana e folklore rendeva l’Epifania uno dei momenti più memorabili dell’inverno nel paese.


L’inizio del Carnevale

L’Epifania segnava anche l’inizio del Carnevale, un periodo fatto di banchetti, musica e serenate. Una parte importante della festa era il suono del “cupa cupa”, uno strumento musicale artigianale spesso suonato durante le riunioni e le celebrazioni in strada.

Il Carnevale non era solo divertimento: era un’espressione viva della gioia cracotana prima del periodo più austero della Quaresima.


Le tradizioni cracotane in Nord America: come l’emigrazione ha cambiato il ciclo

Quando molti cracotani emigrarono verso le città del Nord America, molte di queste tradizioni inevitabilmente cambiarono. La vita urbana non permetteva sempre l’allevamento, la macellazione o le celebrazioni comunitarie come nel paese.

Eppure, anche se alcune usanze si sono trasformate, i ricordi e il significato di questi riti sono rimasti forti. Queste tradizioni non sono solo routine del passato: sono fili culturali che vale la pena preservare, raccontare e celebrare.


Data storica a Craco

17 gennaio 1864

In questo giorno, Angelo Altomonte, soldato della Guardia Nazionale, morì in un incendio legato a un conflitto con dei briganti. La sua morte è una delle vicende storiche registrate che fanno parte della lunga e complessa storia di Craco.

 

 

 

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While January signifies the beginning of our calendar, the Cracotan year was a rhythmic cycle that never ended. Unlike society today, New Year’s Eve and New Year’s Day held no special significance in the Cracotan life cycle which was based not on time but rather the needs of the agrarian calendar and the church cycle.

An understanding of life there was based on two factors:

The Earth: First half of January was busy with the processing of pork –families would kill the pig they had been fattening since October.  Women would make soppressata, pancetta, salami, prosciutto, and lard.  One of the delicacies made was “sanguinaccë” a type of pudding made with pig blood mixed with raisins, almonds, nutmeg, and other spices.

The Church: Jan 6th— Epiphany but in Craco it is also connected to La Befana.  The “Befana” is an old woman, who brings gifts to the good children on Epiphany Eve. Good children would find oranges, almonds, or candy in their stocking.  Bad children would find pieces of coal instead.  This also marked the beginning of “Carnevale” – a time of feasting and serenades with the “cupa cupa” – a homemade musical instrument.

Of course, for those who immigrated from Craco to the urban environments in North America these traditions changed but are well worth remembering.

Historic Dates in Craco

  • 17 January 1864 -Angelo Altomonte, a National Guard soldier, died in a fire as a result of a conflict with brigands.

Gennaio A Craco Vecchio

Mentre il mese di gennaio ha da sempre avuto come significato l’inizio del nostro calendario solare, l’anno crachese segue un ritmo temporale dinamico senza fine. A differenza della società odierna, secondo i costumi vitalizi crachesi le giornate dell’ultimo e del primo dell’anno non avevano significato alcuno. Ciò era dovuto al fatto che il ciclo di vita stesso crachese non si basava sul tempo ma più che altro sui bisogni del calendario agricolo e dei cicli ecclesiastici.

Per capire a fondo come si viveva laggiù, dobbiamo studiare a fondo due suoi fattori caratteristici, quindi:

La terra: la prima metà del mese di gennaio era spesso caratterizzata dal rito del maiale – le famiglie erano infatti solite sgozzare un maiale dopo quattro mesi circa durante i quali era stato lasciato ingrassare ben bene.

Le donne si occupavano degli insaccati, quindi della produzione della soppressata, della pancetta, del salame, del prosciutto e anche del lardo. Una delicatezza locale erano le “sanguinacce”, miscugli a base di sangue suino con uvetta, mandorle, noci e altre spezie.

La chiesa: il 6 di gennaio è il giorno dell’epifania: a Craco però ciò è connesso all’evento della “Befana”. La “Befana” rappresenta la figura di un’anziana donna, famosa per i doni che distribuisce ai bambini bravi la vigilia della notte del 6 gennaio.

I bambini che durante l’anno si sono comportati bene possono aspettarsi nella propria calza delle arance, delle mandorle o dei dolciumi. I bambini che invece sono stati cattivi riceveranno del carbone.

Questa data segnava in passato l’inizio del “carvnevale”, un momento di gioia ricco di feste, canti e serenate accompagnate dalla “cupa cupa”, un tipico strumento musicale locale fatto a mano.

Chiaramente, la maggior parte di coloro che emigrarono verso l’America e che vivono oggi giorno in ambienti metropolitani non celebrano più le antiche tradizioni, nonostante sia importante farle sempre presenti e non dimenticarle.

Le date storiche di Craco

  • 17 gennaio 1864 -Angelo Altomonte, un soldato della guardia nazionale, viene colpito a morte da un proiettile durante un conflitto a fuoco con i briganti.
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HISTORIC DATES IN CRACO

In Craco’s long history many significant events have occurred. For those of us interested in the town, the knowledge of these events is limited to the material contained in the town’s history, Note Storiche sul Comune di Craco, that was first published by Prof. Dino D’Angella in 1986 in Italian (the English translation issued by the Society is available on Amazon.com).  A review of  it allows us to identify the following:

JANUARY

· 17 January 1864 -Angelo Altomonte, a National Guard soldier, died in a fire as a result of a conflict with brigands.

FEBRUARY

· 6 February 1769 – A relic of San Vincenzo was sent from Rome on the initiative of Cardinal Marco Antonio Colonna, Vicar General for Pope Pius VI. It was delivered to Father Francesco Antonio of Craco.

· February 1799 – Innocenzo DeCesare and Nicola M. Giannone, plant a liberty tree in the main square, and a municipal republican government formed.

· l7 February 1815 – Basile DeSanto was sentenced to death, for leading a popular demonstration against the French Government that was held in Craco in 1814.  

· 13 February 1823 –  Domenico A. Ottaviano, who owned the tavern where the “secret unions” were held on 1821, was arrested under the accusation of “conspiracy against the internal security of the state”, and “conspiracy in order to overthrow” the government. Domenico died in prison while he was awaiting trial.  His son, Vincenzo, was arrested on the same day to answer the same allegations. He spent a few years in a Bourbon prison.

MARCH

· 4 March 1799 – a large demonstration organized by the radicals under Tommaso Antonio Miadonna and his cousin, the priest Francesco Miadonna ended in a blood bath; many people were hurt or killed. The peasants killed the doctors Nicola Antonio Rigirone and Vincenzo Nardandrea, Don Alessandro Orsone, Nicola Maria Carbone and Antonio Quaranta.

· 27 March 1808 – sixteen year old Tommaso  Pascariello was murdered.

APRIL

· 3 April 1616-Tavern of Canzoniero was incorporated with the Chiesa Madre; it was completely demolished in the 1800s.

· 18 April 1792 – on the intervention of Father Prospero of Craco, a Franciscan, a larger precious relic of San Vincenzo was obtained.

· 18 April 1800 – Giuseppe Carella (originally of Montesano), husband of Teresa Chiarito, was assassinated by some brigands in the countryside near the village.

· 4 April 1793 – Don Pasquale Arleo made an agreement to create a new altar for the relic of San Vincenzo.

· 1 April 1821 – Domenico A. Ottaviano, held “secret unions” at the tavern he owned; he would be arrested in 1823.

MAY

· 10 May 1807 – Nicola Chiarito and his Briganti gang of about fifteen persons including his brother Antonio, attacked Craco, killing Francesco Antonio Colabella, who had organized the defense of the town. Some people were injured and a couple of houses and barns were burned.

· 5 May 1808 – Antonio Chiarito, was arrested and, after a brief trial, was shot in Craco.

· May 1861 there was an attempted murder against Leonardo Antonio Grossi, the mayor of Craco. The brigands Antonio Cotugno, Giuseppe Padovani, Vito and Rocco Francolino were accused of kidnapping and extortion of money against Grossi.

· 20  May 1886  – the town council made a petition to the government to intervene to stabilize the inhabited area. The main area of concern continued to be along the road of Santa Maria Giampaolo.

· First and Second Sundays – The feast dedicated to the Madonna della Stella, which has been celebrated since the eighteenth century. Today, because the Crachesi community lives in Craco Vecchio and Craco Peschiera, the festival takes place on two consecutive Sundays in May.

· 1999 – reprint of the book, Note Storiche sul Comune di Craco, the history of the town is issued in Italian.

JUNE

· 4 June 1792 – The body of San Vincenzo, arrived in Craco and placed in the chapel of the Madonna della Stella on the following day it was brought in a solemn procession to Craco.

· 10 June 1810—Dr. Giovanni Eligio Rigirone, about 28 years old, was killed in a building on Vico Santa Barbara. Antonio Chiarito, was arrested and after a trial convicted of the crime.

· 25 June 1862—Custom guards Domenico Salsano, (native of Afragola) and Gaetano Solomone (of Noja, today Naples) were killed in the countryside near Craco by brigands.  On the same day, a Rigirone, who was a National Guard soldier in Craco “had his head cut off by means of a knife” by a brigand group.

JULY

· 1678 – Fra’ Giuseppe of Craco was elected the Provincial Priest of the monastery in Craco.

· 1806 – a group of citizens including the farmers who wanted land, former soldiers, and Bourbons stood in opposition to the army of Napoleon .

· 18 July 1807 – The band of briganti headed by Antonio Barberio killed Nicola Rigirone (28 years old, husband of Angiola Rinaldi), looted and robbed the town, and caused injuries to some citizens.

· 1861 – Archimede Rigirone was appointed mayor, replacing Francesco Cammarota.

· 25 July 1874 – Cappuccino, the Crachese briganti  was killed in a barrage of fire in the territory of Padula.

· 1944 – eight temporary policemen, Emanuele Pisciotta, Salvatore Spera (son of the late Domenico), Nicola Colabella (di Alfredo), Giuseppe Lerro (son of the late Gennaro), Salvatore Episcopia (di Francesco), Pietro D‘Elia (son of the late Antonio), Antonio Consoli, and Donato Spera (son of the late Donato). were hired to guard the grain harvest to avoid the theft of and the subsequent smuggling of agricultural produce

· 1984 – first edition of  Note Storiche sul Comune di Craco is published by Prof. Dino D’Angella in Italy.

AUGUST

· 1860 – there were sixteen Crachesi soldiers in Garabaldi’s Republican National Guard, commanded by Captain Andrea Cammarota and Lieutenant Samuele Rigirone.  Names that are known are: Innocenzo Pasciucco (fu Giuseppe), Giuseppe A. Camperlengo, Francesco Crapulli, Vincenzo Vietri (fu Rocco), and Pasquale Marrese (fu Domenico).

· 1895— there were protests within the town council because of questions regarding the failed election of a pair of candidates. Innocenzo Mastronardi and Tommaso Miadonna, after long discussions in the assembly.  They lost the election because they were not awarded a few contested votes. The council was paralyzed by this dispute for at least four months.

· 2009 – English translation of Note Storiche sul Comune di Craco, the history of the town is issued by The Craco Society.

SEPTEMBER

· 1807 – Angelo Antonio Biancullo, originally from Montemurro, was assassinated by unknown briganti.

·  9 September 1850 – a verdict by the Special Great Court of Basilicata condemned Nicola Maria Caruso (also known as Father Ferdinando of Craco, a Franciscan, born in September of 1811) to twenty years in prison for “suspicion of writing and printing speeches inciting unrest, and conspiring to arm against the Royal Authority.

· 1877 – A  new confraternity to San Vincenzo was founded.

· 22 September 1902 – Prime Minister Giuseppe Zanardelli arrived in Craco, dining at the Town Hall  about 1:30 pm. He received the local Town councilors and those of Montalbano Jonico, Pisticci, Ferrandina, Bernalda and Grottole. He left about 5:30 pm.

OCTOBER

· Fourth Sunday – The feast of San Vincenzo, Martire di Craco has been held annually since 1792.

NOVEMBER

· 4 November 1788 – Father Nicola Onorati, who was also known as Columella, gained notoriety for scientific merit from Latin scholars when speaking at the inaugural opening of University of Naples.  He held the Chair of Agriculture and Pastoralist there.

· 14 November 1861 – A raid on Craco began with  about 1,000 brigands.  The brigands found  many supporters including brothers Gaetano and Giovanni Arleo, Antonio Miadonna (husband of Rosa Grossi), the Santalucia family, the Rev. Giuseppe Colabella and others. Rifles and pistols were shot in front of the Palazzo Carbone and the Palazzo Magistro. Some stables were burned and homes of the wealthy were robbed.

· 24 November 1861, sixteen people were executed in front of the Franciscan Convent: Antonio Miadonna (43 years old), farmer Giuseppe Sisto (age 50, husband of Clementina Cacciatore), Nicola Santalucia (a barber, age 56, husband of Margherita Lobosco), the proprietor of the coffee bar Angelo Santalucia (in his 20’s, the son of Nicola and Margherita Lobosco), his brother Francesco (aged 18), Nicola D’Arletta (a farmer, 36 years old, husband of Caterina Rinaldi), coachman Giuseppe LaLingua (in his 50’s husband of Grazia Lapadula), the Priest Giuseppe Colabella (30 years old), farmer Giovanni Episcopia (18 years, son of Rosa Episcopia), farmer Gaetano Vivero (32, husband of Maria Leonarda Padula), farmer Francesco Branda (21, son of Carmina Branda), sixteen-year-old Giovanni Baldassarre, coachman Francesco Franco (40 years old, husband of Rosa M. Triunfo), and coachman Francescantonio Plati (40 years, married to Luisa Carlucci).

· 1980 – the chapel of the Convent of San Pietro, (which housed the relic of San Vincenzo) which was attached to the monastery, was closed to the public after an earthquake.

DECEMBER

· 1926 – Province of Matera was created and included Craco in it.

 

 

Le date storiche di Craco


Sono tanti gli eventi che si sono succeduti durante la lunga storia di Craco.

Per coloro che, tra noi, sono interessati a saperne di più sul passato di Craco, è importante sottolineare come le informazioni legate a questi eventi provengano per intero dal materiale contenuto all’interno di Note Storiche sul Comune di Craco. Questo libro tratta della storia del paese ed è stato pubblicato per la prima volta in italiano nel 1986 dal professor Dino D’Angella (la versione tradotta in lingua inglese dalla Craco Society può essere acquistata su Amazon.com). Una nuova revisione del libro ci ha permesso di indentificare gli eventi di maggiore importanza accaduti a Craco. Gli abbiamo elencati e descritti qui in basso:

GENNAIO

· 17 gennaio 1864 -Angelo Altomonte, un soldato della guardia nazionale, viene colpito a morte da un proiettile durante un conflitto a fuoco con i briganti.

FEBBRAIO

· 6 febbraio 1769 – La reliquia di San Vincenzo viene inviata da Roma su iniziativa del Cardinale Marco Antonio Colonna, vicario generale di papa Pio sesto. Viene consegnata direttamente a padre Francesco Antonio di Craco.

· Febbraio 1799 – Innocenzo DeCesare e Nicola M. Giannone piantano un albero della libertà nella piazza principale di Craco. Il loro gesto segna l’insediamento in municipio di un governo ti tipo repubblicano. 

· l7 febbraio 1815 – Basile DeSanto viene condannato a morte dopo aver organizzato una sommossa popolare contro il regime francese che controllava Craco dal 1814.

· 13 febbraio 1823 – Domenico A. Ottaviano, proprietario della taverna all’interno della quale si tenevano le riunioni secrete dei carbonari, venne arrestato con l’accusa di cospirazione contro “la sicurezza interna dello stato” e “al fine di far crollare” il governo. Domenico muore in prigione ancora prima di ricevere la sentenza finale. Suo figlio, Vincenzo, viene arrestato nello stesso giorno con la stessa accusa. Dovrà rimanere diversi anni all’interno di una prigione Borbonica prima di ottenere la libertà.

MARZO

· 4 marzo 1799 – La grande dimostrazione organizzata dai radicali politici sotto la gestione di Tommaso Antonio Miadonna e di suo cugino, il prete Francesco Miadonna, termina in un bagno di sangue. Molti tra i cittadini locali vengono trucidati o rimangono feriti. I braccianti ammazzano i dottori Nicola Antonio Rigirone e Vincenzo Nardandrea, Don Alessandro Orsone, Nicola Maria Carbone e Antonio Quaranta.

· 27 marzo 1808 – il sedicenne Tommaso Pascariello viene assassinato.

APRILE

· 3 aprile 1616 – viene inaugurata la taverna del Canzoniero assieme alla Chiesa Madre; la taverna rimarrà operativa per più di due secoli, prima di venir demolita completamente.

· 18 aprile 1792 – in seguito all’intervento di padre Prospero di Craco, un frate francescano, Craco ottiene una reliquia di San Vincenzo ancora più grande e preziosa.

· 18 aprile 1800 – Giuseppe Carella (originario di Montesano), marito di Teresa Chiarito, viene assassinato da alcuni briganti nella campagne circostanti al paese.

· 4 aprile 1793 – Don Pasquale Arleo stringe un accordo per edificare un nuovo altare in cui ospitare la reliquia di San Vincenzo.

· 1 aprile 1821 – Domenico A. Ottaviano organizza le riunioni segrete dei carbonari presso la taverna di sua proprietà. Verrà arrestato un paio di anni dopo.

MAGGIO

· 10 maggio 1807 – Nicola Chiarito e la sua compagnia di circa quindici briganti, tra cui anche suo fratello Antonio, attaccano Craco. Francesco Antonio Colabella, il quale organizza la difesa del paese, perde la vita durante le rappresaglie. Saranno diversi i feriti ed un paio di abitazioni e fienili verranno incendiati.

· 5 maggio 1808 – Il brigante Antonio Chiarito viene arrestato e, dopo un breve processo, fucilato a Craco.

· Maggio 1861 – Viene tentato l’omicidio di Leonardo Antonio Grossi, il sindaco di Craco d’allora. I briganti Antonio Cotugno, Giuseppe Padovani, Vito e Rocco Francolino vengono accusati di sequestro di persona ed estorsione finanziaria ai danni di Grossi.

· 20 maggio 1886 – il consiglio comunale del paese lancia una petizione al fine di ottenere l’attenzione del governo nazionale e di rendere agibile l’area abitativa di Craco. La zona che desta maggiori preoccupazioni è quella circostante alla strada di Santa Maria Giampaolo.

· Prima e seconda domenica di maggio – La festa dedicata alla Madonna della Stella viene celebrata sin dal diciottesimo secolo. Poiché la comunità crachese risiede oggi a Craco Peschiera e non più a Craco Vecchio, i festeggiamenti vengono organizzati in due domeniche successive a maggio.

· Maggio 1999 – viene rilasciata la seconda edizione in italiano di Note Storiche sul Comune di Craco, la celebre storia del paese di Craco.

GIUGNO

· 4 giugno 1792 – la reliquia del corpo di San Vincenzo arriva a Craco prima di esser posizionata all’interno della cappella della Madonna della Stella. Verrà trasportata tramite una processione solenne attraverso il paese di Craco il giorno successivo.

GIUGNO

· 10 giugno 1810 — il dottor Giovanni Eligio Rigirone, di appena 28 anni, viene assassinato su Vico Santa Barbara. Antonio Chiarito verrà accusato del delitto e, dopo un breve processo, condannato.

· 25 giugno 1862— I guardiani Domenico Salsano, (nativo di Afragola) e Gaetano Solomone (di Noja, oggi Napoli) vengono massacrati dai briganti nelle campagne vicino a Craco. Durante lo stesso giorno, a Rigirone, un soldato della guardia nazionale di Craco, verrà mozzata la testa con un coltello da un gruppo di briganti.

LUGLIO

· Luglio 1678 – Fra’ Giuseppe di Craco viene eletto sacerdote della provincia del monastero di Craco.

· Luglio 1806 – un gruppo di cittadini, tra i quali anche contadini che richiedevano un pezzo di terra, ex soldati e borbonici, si ribellano contro l’armata di Napoleone 

· 18 luglio 1807 – La banda di briganti capitanata da Antonio Barberio assassina Nicola Rigirone (di appena 28 anni, marito di Angiola Rinaldi) prima di saccheggiare e fare razzie in paese, ferendo molti dei cittadini locali.

· Luglio 1861 – Archimede Rigirone viene eletto sindaco e prende il posto di Francesco Cammarota.

· 25 luglio 1874 – Cappuccino, uno dei briganti Crachesi, viene massacrato da una raffica di colpi d’arma da fuoco nel territorio di Padula.

· Luglio 1944 – otto poliziotti temporanei, Emanuele Pisciotta, Salvatore Spera (figlio del defunto Domenico), Nicola Colabella (di Alfredo), Giuseppe Lerro (figlio del defunto Gennaro), Salvatore Episcopia (di Francesco), Pietro D‘Elia (figlio del defunto Antonio), Antonio Consoli, e Donato Spera (figlio del defunto Donato) si arruolano per fare la guardia al raccolto di grano, evitandone il furto e che diventi merce agricola di contrabbando.

· Luglio 1984 – la prima edizione di Note Storiche sul Comune di Craco viene pubblicata in Italia dal professor Dino D’Angella.

AGOSTO

· Agosto 1860 – sono sedici i soldati Crachesi che servono all’interno dei ranghi della guardia nazionale repubblicana di Garibaldi, tutti sotto il comando del capitano Andrea Cammarota e del tenente Samuele Rigirone. I nomi conosciuti sono quelli di: Innocenzo Pasciucco (fu Giuseppe), Giuseppe A. Camperlengo, Francesco Crapulli, Vincenzo Vietri (fu Rocco) e Pasquale Marrese (fu Domenico).

· Agosto 1895— Scoppiano varie proteste all’interno del consiglio comunale dopo lunghe discussioni in assemblea. Queste proteste sono causate da alcune domande a cui non viene data risposta sul conto della mancata elezione di un paio di candidati. Stiamo parlando di Innocenzo Mastronardi e Tommaso Miadonna. Entrambi avevano infatti perso le elezioni a causa di pochi voti contestati. Il consiglio è paralizzato e non riesce a risolvere la situazione di stallo che durerà ben quattro mesi.

· Agosto 2009 – La traduzione in lingua inglese di Note Storiche sul Comune di Craco, la storia del paese di Craco, viene completata dalla The Craco Society ed è disponibile all’acquisto.

SETTEMBRE

· Settembre 1807 – Angelo Antonio Biancullo, originario di Montemurro, viene assassinato da un gruppo di briganti, l’identità dei quali rimarrà sconosciuta.

· 9 settembre 1850 – un verdetto della grande corte speciale della regione Basilicata condanna Nicola Maria Caruso (conosciuto anche come padre Ferdinando di Craco, un frate francescano nato nel settembre del 1811) a venti anni di reclusione. La sentenza è “per il sospetto che abbia scritto e pubblicato discorsi atti a fomentare disordini e a favorire cospirazioni violente contro le autorità reali.”

· Settembre 1877 – Viene fondata una nuova confraternita di San Vincenzo

· 22 settembre 1902 – il primo ministro italiano Giuseppe Zanardelli arriva a Craco. Intorno all’una e mezza di primo pomeriggio viene allestito un pranzo in municipio in onore della sua visita. Durante quell’occasione, Giuseppe Zanardelli riceve anche i consiglieri comunali delle località limitrofe di Montalbano Jonico, Pisticci, Ferrandina, Bernalda e Grottole. Ripartirà da Craco alle cinque e mezza dello stesso pomeriggio.

OTTOBRE

· Quarta domenica d’ottobre – La festa di San Vincenzo, Martire di Craco, viene organizzata annualmente in paese dal 1792.

NOVEMBRE

· 4 novembre 1788 – Padre Nicola Onorati, conosciuto anche con il soprannome di Columella, guadagna notorietà tra gli studiosi dell’accademia di Latino. Questo grazie alle sue conoscenze scientifiche che dimostra parlando durante l’inaugurazione dell’apertura dell’università di Napoli. È proprio lì che a Padre Nicola Onorati verrà data la cattedra in agricoltura e pastorizia.

· 14 novembre 1861 – Craco viene invaso da un’orda di mille briganti. I briganti trovano in paese diversi sostenitori, tra i quali anche i fratelli Gaetano e Giovanni Arleo, Antonio Miadonna (marito di Rosa Grossi), la famiglia dei Santalucia, il reverendo Giuseppe Colabella ed altri ancora. Proiettili di pistola e carabina vengono sparati davanti a Palazzo Carbone e a Palazzo Magistro. I briganti e i loro sostenitori riusciranno a bruciare alcune stalle e derubare le case dei cittadini più abbienti.

· 24 novembre 1861, sedici uomini vengono fucilati davanti al convento francescano. Questi sono: Antonio Miadonna (43 anni), Giuseppe Sisto (contadino, 50 anni, marito di Clementina Cacciatore), Nicola Santalucia (barbiere, 56 anni, marito di Margherita Lobosco), Angelo Santalucia (proprietario di una caffetteria, ancora nei suoi vent’anni, figlio di Nicola e Margherita Lobosco), Francesco Santalucia (fratello di Angelo Santalucia, 18 anni), Nicola D’Arletta (contadino, 36 anni, marito di Caterina Rinaldi), Giuseppe LaLingua (cocchiere, sui cinquant’anni, marito di Grazia Lapadula), Giuseppe Colabella (prete, 30 anni), Giovanni Episcopia (contadino, 18 anni, figlio di Rosa Episcopia), Gaetano Vivero (contadino, 32 anni, marito di Maria Leonarda Padula), Francesco Branda (contadino, 21 anni, figlio di Carmina Branda), Giovanni Baldassarre (16 anni), Francesco Franco (cocchiere, 40 anni, marito di Rosa M. Triunfo), e Francescantonio Plati (cocchiere, 40 anni, marito di Luisa Carlucci).

· 1980 – la cappella del convento di San Pietro – la quale ha ospitato la reliquia di San Vincenzo e posizionata appena a fianco del monastero – viene chiusa al pubblico in seguito a movimenti sismici.

DICEMBRE

· Dicembre 1926 – Vengono stabiliti i confini della provincia di Matera con Craco al loro interno.

 

 

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A PROTEST IN CRACO

The town of Craco was so profoundly impacted by the Frana that started in December 1963 that it ultimately had to be abandoned. This was a difficult and challenging change that started a new wave of emigration and the creation of the new town of Craco Peschiera. While establishing the new town there were delays which led to a series of protests. Below are recollections as recounted by Franco Rinaldi about the events:

 

“After the first Frana event in 1963 when land slid downstream towards the SP 103 roadway Civil Engineers intervened putting mirrors in cracks in the houses to measure changes. From 1963-64 they inserted concrete pilings in the ground and built a retaining wall. But there was no drain in the wall for water and in 1965 there was a second landslide when the wall collapsed and dragged other houses down. The mirrors placed in the houses continued breaking, a sign the landslide was still moving. The area was razed by the engineers and the houses became rubble (at present the area just looks like a square of undeveloped ground) along the roadway SP 103. People were displaced from 1963 to 1965 with the first group living in a tent city built in the square. Meanwhile, further down the valley (where the monastery is located) construction began on barracks type buildings. There was a referendum and the decision was to build housing in both Craco Vecchio and down below (where Craco Peschiera is today).

Since 1963, the municipality had been expropriating land and olive groves and began to build houses. People were placed in the barracks and the tent city remained. Meanwhile, in Craco Perschiera the construction of housing continued. As the work proceeded in Peschiera, some of the displaced people, after at least 3 years of living in shacks, were assigned a house. After the first assignment, there was a slowdown in the work of construction of the houses in Peschiera. Tired of delays the people complained and held protests in 1969-70.

The town of Craco Peschiera, although providing a new home for Cracotans also impacts the inhabitants as they can see Craco Vecchio daily.

 

Their feelings about the situation are reflected in a poem written by Silvana Ragone:

CRACO
IT LOOKS AT YOU FROM AFAR
HOW SHARP IS YOUR PROFILE.
IT ATTRACTS ME.
YOU LIE ALONE,
ON THE HILLSIDE.
YOUR HOUSES,
GUTTED BY THE LANDSLIDE
FROM HERE SEEM INTACT.
EVEN WHEN THE TOWER IS ALWAYS THERE
TO STRENGTHEN MY MEMORIES
I REVISIT YOU WITH MY HEART
AND FIND IN YOU
MY WHOLE LIFE.

Photographs courtesy of Pietro Colonna

 

UNA PROTESTA A CRACO

La città di Craco è stata profondamente impattata dallo svolgersi dei mutamenti geologici franosi che hanno preso piede dal 1963 e che ne hanno conseguito l’abbandono totale. E’ stato un cambiamento difficile e sfidante, il quale ha dato vita ad un vero e proprio movimento migratorio e la creazione del nuovo paese di Craco Peschiera.
La costruzione del nuovo paese è in realtà stata caratterizzata da diversi ritardi che portarono allo sfociare di una serie di proteste. Vogliamo riportare sotto alcune descrizioni di come si svolsero questi fatti di protesta in quel periodo, raccontati da Franco Rinaldi di Verona.

“In seguito al primo evento franoso del 1963, quando la terra scivolò verso valle fino a raggiungere la superstrada SP 103, gli ingegneri civili intervennero inserendo dei vetri tra le vessure formatasi all’interno delle case per misurarne i cambiamenti. Dal 1963 al 1965 inserirono delle colonne di cemento nel terreno e costruirono un muro di cinta. Dai muri non ci fu nessuno scarico d’acqua e nel 1965 una seconda frana conseguì la loro completa rottura, oltre al crollo di diverse unità abitative. I vetri posti all’interno delle case continuarono ad infrangersi, chiaro segno che i movimenti geologici sembravano tutt’altro che in attenuazione. L’area fu quindi abbattuta dagli ingegneri e ridotta ad un vero e proprio cumulo di macerie affacciata sulla statale SP 103 (al momento questo territorio appare come un’area quadrata di terreno non coltivato). I suoi abitanti cominciarono ad essere rilocati dal 1963 al 1965: i primi tra essi vivevano in una tendopoli eretta proprio all’interno dell’area demolita. Nello stesso momento era iniziata piu’ a valle (nei pressi del monastero) la costruzione di una baraccopoli, pronta ad ospitare un numero superiore di persone per un periodo maggiore. Ci fu quindi un referendum e la decisione unanime fu quella di costruire nuove abitazioni sia a Craco Vecchio che a valle, dove Craco Peschiera si trova al momento. Dal 1963 il comune cominciò quindi ad espropriare terreni e campi d’olivo piu’ in basso, cominciando ad edificare nuove case. Gli abitanti furono quindi posizionati nella baraccopoli che rimase per un lungo periodo in uso, mentre la costruzione di Craco Peschiera continuava. Con l’avanzare dei lavori di costruzione agli abitanti veniva assegnata una nuova unità abitativa, in seguito a circa 3 anni di permanenza all’interno di queste baracche. Dopo le prime consegne ci fu un ulteriore rallentamento dei lavori edili a Peschiera: stanchi dei ritardi e degli anni nella baraccopoli, molti cominciarono a lamentarsi, fino ad uno sfociare della protesta tra il 1969 ed il 1970.” Il paese di Craco Peschiera, nonostante simboleggi la nuova casa dei crachesi, ha tutt’ora un inevitabile e forte impatto per i suoi abitanti, i quali possono osservare quotidianamente Craco Vecchio. I loro sentimenti e le loro sensazioni circa la situazione sono riflettuti in una poesia scritta da Silvana Ragone.

 

CRACO
TI GUARDO DA LONTANO
È NITIDO IL TUO PROFILO,
MI ATTRAE.
SOLO GIACI,
ADAGIATO SUL PENDIO.
E LE TUE CASE,
SVENTRATE DALLA FRANA
DA QUI SEMBRANO INTATTE.
ANCHE LA TORRE È SEMPRE LÌ
A RAFFORZARE I MIEI RICORDI.
ED IO TI RIVISITO CON IL CUORE
E RITROVO IN TE
TUTTA LA MIA VITA.

Cortesia fotografica di Pietro Colonna

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