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Uncle Jimmy and The Candy Store

Venezia Candy Store

Society member Larry Rossini shared the story of his uncle, James N. Rinaldi with us in 2016. This year Larry shared some additional stories after talking with his Uncle Jim who turned 97 years old in December. There are stories about the actual date of his birth and the recorded date of birth, the misspelling of his name on the birth certificate by the American doctor and how Nicola Vincenzo became Jimmy and eventually James N. Rinaldi. Larry tells us, “Uncle Jim was always called “Sonny” as a child and didn’t knew he even had a real name until he was registered for school and his mother signed him up as James. He said the tradition was to call the oldest male child “Sonny” and the oldest female “Dolly.”

Raffaele Family

 

1908 Mott St., New York

Larry also shared a story with some interesting coincidences…
His maternal Great Grandfather, Nicola Rinaldi, made his first trip to the US in 1899 escorting his 14 year old son Francesco.  They went to stay with his older son Vincenzo at 44 Baxter St.

Clara Matteo Rinaldi

Nicola then returned to Italy and returned in 1907 with two more sons, Matteo (Larry’s Grandfather) and Leonardo. The coincidence is that on that same ship, the SS Ems as Nicola Rinaldi was on Oct. 11, 1899 was Raffaele Venezia and his family, who came from Atripoldi in Avellino and most likely did not know Matteo. But in 1936 both men’s grandchildren met at New Utrecht High School in Brooklyn, NY and married in 1939. They were Larry’s parents! But a second coincidence occurred when the vintage photograph of Mott street was published in the August Newsletter showing Raffaele Venezia’s store. Larry’s paternal aunt, Tessie Rossini Baglino, tells him that she remembers Raffaele and that he instilled his pride in this country to his family. Hence the emphasis on English and the American flag that show in the store pictures.

 

lo zio jimmy ed il negozio di caramelle

L’anno scorso il membro societario Larry Rossini ha voluto condividere con noi la storia di suo zio, James N. Rinaldi. Quest’anno Larry ci ha deliziato con spunti ulteriori del suo racconto, dopo aver parlato con suo zio, il quale ha appena compiuto 97 anni lo scorso dicembre.

Ci sono diverse leggende circa la vera data di nascita dello zio e quella invece ufficialmente registrata, sugli errori di trascrizione del suo nome sul suo documento di nascita da parte del dottore americano e su come Nicola Vincenzo si tramutò in Jimmy e poi James N. Rinaldi. Larry ci raccontò: “zio Jim da bambino veniva sempre chiamato “Sonny” e non sapeva di aver un vero nome fino al momento della sua registrazione a scuola, quando sua madre appuntò lo indicò come James. Lui disse che la tradizione famigliare era quella di chiamare il figlio piu’ anziano “Sonny” e la prima figlia “Dolly”. Larry ha condiviso con noi anche una storia ricca di coincidenze interessanti. Il suo bisnonno materno, Nicola Rinaldi, arrivò per la prima volta negli Stati Uniti nel 1899, portando con sè il figlio Francesco, al tempo quattordicenne. I due andarono a vivere con il primo figlio di Nicola, Vincenzo, il quale viveva su 44 Baxter Street. Il padre dei due dovette tornare in Italia, rimanendoci fino al 1907, anno in cui fece ritorno con altri due figli, Matteo (il nonno di Larry) e Leonardo.

Il fatto volle che sulla nave con cui Nicola Rinaldi effettuò la prima traversata oceanica, l’11 ottobre 1899, ci fosse anche Raffaele Venezia con la sua famiglia, proveniente da Atripoldi nei pressi d’Avellino, che con tutta probabilità non conosceva Matteo. Ma nel 1936 entrambi il nipote di Nicola e la nipote di Raffaele si incontrarono presso la scuola New Utrecht High School a Brooklyn, NY, innamorandosi e sposandosi poi nel 1939. Erano loro i genitori di Larry!

Ma una seconda coincidenza è avvenuta con la pubblicazione di una fotografia d’epoca di Mott Street sull’aggiornamento mensile d’Agosto, la quale raffigura la bottega di un tempo di Raffaele Venezia. La zia paterna di Larry, Tessie Rossini Baglino, gli disse di aver conosciuto Raffaele e di ricordarsi di lui come un uomo che aveva inculcato alla sua famiglia l’orgoglio di essere parte del nuovo paese che li aveva ospitati. Questo è uno dei motivi che giustificano tanta enfasi da parte di Raffaele nel voler mostrare la bandiera inglese e americana nel suo negozio, ripreso in foto.

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