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GAETANO GRIECO AND THE TWIST OF FATE

Last month’s Newsletter article triggered a memory from another Society member that shows us how a twist of fate can impact us and influence generations.

            The amazing story from Joe Rinaldi of Rhinebeck, New York, adds depth to our understanding of how and why Gaetano Grieco was aboard the SS Utopia when it and he met tragic ends 130 years ago in Gibraltar Harbor.             Joe Rinaldi related the following story.

             “…this story was told to me by my {maternal} grandmother Anna (DiDonato) Miele (1897-1986).  

Anna’s parents, Antonio DiDonato (1869-1917) and Giuseppina (Brescia) DiDonato (1872-1951) [who were from Avellino, in the Campagna Region] were to travel in 1891 from Avellino with a friend who was a businessman, dealing between Italy and the US, who would help settle my great grandparents in New York City when they all arrived.  

Just before they were to board the ship, the friend had a business situation come up, so he told my great grandparents to go ahead and he would take the next ship and meet them in New York.  

Either while still making the passage or once arriving in New York, Giuseppina and Antonio learned of the sinking of the SS Utopia at Gibraltar and the loss of their friend.  

Fortunately for my great grandparents, they knew the name of their friend’s business contact in New York City, so they got in touch with him and he was able to help Giuseppina and Antonio get a place to live and a job for Antonio, who was a carpenter.”

So, we now know that a simple thing like the innocent business meeting  Gaetano attended was the twist of fate that changed his destiny.

Che sarà sarà.

HMS Anson and SS Utopia—The contemporary sketch above, shows the HMS Anson (right) using a searchlight to illuminate the sinking SS Utopia (left).  The HMS Anson, had a battering ram in her bow ,which  was struck by the Utopia as she passed the ship at 6:36pm during the stormy night of March 17, 1891.  The Utopia, with a 16 foot wide gash in her hull sank within 20 minutes.  Of the Utopia’s 880 passengers, mostly Italian immigrants, 562 were lost.  The Utopia’s captain, John McKeague was found guilty of grave errors in judgement: “firstly, in attempting to enter the anchorage … without having first opened out and ascertained what vessels were there” and “secondly, in attempting to turn his ship out across the bows of HMS Anson.
Sunken Utopia—  shown below is the sunken SS Utopia in Gibraltar Harbor.  This contemporary photograph .  Work crews, barges and lighters are visible on the wreck.  The square objects on the masts were markers to help prevent other ships from colliding with the wreck.  The Utopia was raised in July 1892 and brought to Scotland where the hulk was scrapped in 1900.

GAETANO GRIECO E UNO SCHERZO DEL DESTINO

L’articolo su Gaetano Grieco che abbiamo condiviso all’interno dell’aggiornamento del mese scorso ha risvegliato la memoria di un altro membro della Craco Society, il cui racconto ci mostra come uno scherzo del destino può avere un’incredibile influenza sulla nostra vita e quella delle generazioni future.

             La storia inverosimile di Joe Rinaldi di Rhinebeck, a New York, ci aiuta ad approfondire e a capire meglio come e perché Gaetano Grieco si trovasse a bordo della SS Utopia nel momento del suo tragico affondamento nel porto di Gibilterra, circa 130 anni fa.

             Joe Rinaldi ha condiviso con noi i dettagli dell’avvenimento.

“… questa storia mi è stata riferita da mia nonna {materna} Anna (DiDonato) Miele (1897-1986).

I genitori di Anna, Antonio DiDonato (1869-1917) e Giuseppina (Brescia) DiDonato (1872-1951) [che erano originari di Avellino, un paese della Regione Campania] lasciarono da Avellino per andare in America nel 1891. Con loro si trovava un certo amico e uomo d’affari, il quali era solito gestire trattative commerciali tra l’Italia e gli Stati Uniti. Quest’Amico [che in realtà non era che Gaetano Grieco] avrebbe avuto il compito di aiutare i miei bisnonni a sistemarsi a New York City una volta sbarcati negli Stati Uniti. Poco prima che salissero a bordo, l’amico fu improvvisamente costretto ad assentarsi e a ritardare la propria partenza a causa di un incontro di lavoro. Lui disse quindi ai miei bisnonni di andare avanti e che si sarebbe imbarcato sulla nave successiva e li avrebbe incontrati direttamente a New York.

Mentre erano ancora in viaggio durate la traversata oceanica o una volta sbarcati a New York, Giuseppina e Antonio vennero a sapere del naufragio della SS Utopia a Gibilterra e della morte del loro amico.

Fortunatamente per loro, i miei bisnonni conoscevano il nome del socio d’affari del loro amico a New York City. Riuscirono a mettersi in contatto con questa persona, la quale fu in grado di aiutarli a trovare un posto dove vivere e un impiego per Antonio, che faceva il falegname.”

Sappiamo ora che una cosa banale come un innocente e improvviso incontro di lavoro a cui Gaetano dovette partecipare rappresentò per lui un vero e proprio scherzo del destino che cambiò per sempre le sue sorti.

Che sarà sarà.

HMS Anson e SS Utopia: il quadretto in alto, realizzato in età contemporanea, mette in mostra l’HMS Anson (visibile sulla destra) ed il riflettore utilizzato per illuminare il naufragio della SS Utopia (visibile sulla sinistra). L’HMS Anson aveva un ariete a prua, che entrò in contatto con l’Utopia quando questa le passó davanti alle 18:36 del tardo pomeriggio tempestoso del 17 marzo 1891. Con uno squarcio largo 16 piedi (quasi cinque metri) nello scafo, l’Utopia affondò nel giro di 20 minuti. Degli 880 passeggeri che si trovavano a bordo, per lo più emigranti italiani che si stavano dirigendo verso gli Stati Uniti, 562 annegarono. John McKeague, il capitano dell’Utopia, fu ritenuto colpevole a causa di gravi errori di giudizio. Due furono le accuse principali. “In primo luogo, John McKeague tentò di effettuare le operazioni di ormeggio…senza però aver prima dichiarato la propria posizione e senza essersi accertato di quali altri navi fossero già in porto”. “In secondo luogo, cercò di effettuare un cambio di direzione attraverso la prua della HMS Anson.”
Il relitto dell’Utopia — in una fotografia contemporanea in basso, è possibile osservare la SS Utopia dopo il suo naufragio presso il porto di Gibilterra. Sopra ciò che rimane dell’imbarcazione sono visibili squadre operative, chiatte e luci per facilitare i lavori. Gli oggetti quadrati sugli alberi della nave non erano altro che indicatori posizionati lì proprio come segnale e per aiutare altre navi a non entrare in collisione con il relitto. I residui dell’Utopia furono levati dal mare nel luglio del 1892 e riportati in Scozia, dove vennero completamente demoliti nel 1900.

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