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Rags to Riches: A Changing Scene – 58 Mulberry St.

58 Mulberry St, 1942

The connection Cracotans have to New York’s Little Italy is not unique. The area served as the home for many immigrant groups from the mid-1800s through today.

Italians first started populating the area in the l880s. The Crachesi were among them with about 400 living in the area by 1900. Over the next 24 years the number grew to several thousand when you consider the 1500 immigrants from Craco and their children and grandchildren who were born in the US. Cracotans often inhabited the same tenement buildings as their paesani. Looking at the concentrations in US Census reports, the impression is the tenements may have been a bit like Craco with families living on different levels of the buildings, a bit like living on different levels of the town back in Italy. Like Craco, the immigrants in New York worked close to where they lived. The photograph on the above, taken in 1942 is the business of Angelo Gragno at 58 Mulberry Street. The doorway to the left is a tenement at 56 Mulberry. It was inhabited by many families from Craco including Joseph Camperlengo. He recalls living there saying, “We were all family in that building.  It was like the whole building was our home.  We were constantly running up and down the stairs to visit and play with cousins.”

58 Mulberry St., 2012

Similar stories could be told about buildings that were Cracotan enclaves on Baxter, Cherry, Mott, and Roosevelt streets. The bakery was owned by Joe’s maternal grandfather Angelo Gragno from Avellino. Member Dr. Henry Camperlengo worked there and has stories of selling pizza for a nickel a slice. How things have changed. Pizza doesn’t cost a nickel any longer and the old census reports show our ancestors paid about $24/month for an apartment. Today an apartment at 56 Mulberry Street goes for $2100/month! The population of the area has changed too with Italians giving way to new immigrants. And 58 Mulberry Street changed too, as shown, it is no longer a bakery. For those of us in North America with each generation that passes we become less Cracotan, less Italian, and more American or Canadian. Preserving stories like Joe Camperlengo’s is an important way to keep a connection to our past.

Share your memories with your family, friends and anyone else that will listen.

 

 

Un Cambio di S

cena – 58 Mulberry St.

La connessione crachese presente con Little Italy di New York non è del tutto unica. Quest’area infatti fungeva da base abitativa per molti gruppi di immigrati, sbarcati dal 1800 fino ad oggi.

Gli italiani cominciarono a popolare questo territorio intorno al decennio del 1880. Tra di essi vi erano anche i crachesi, il cui numero intorno al 1900 ammontava a ben 400 soggetti. Nei primi 24 anni del secolo scorso il loro numero crebbe notevolmente fino a raggiungere le diverse migliaia: basta considerare che solo 1500 figli di immigrati crachesi nacquero sul suolo americano, per noi parlare dei loro figli e nipoti.

I crachesi occupavano spesso gli stessi palazzi in cui risiedevano i loro compaesani. Se si da un’occhiata alla demografia abitativa riportata dal censimento degli Stati Uniti di quel periodo l’impressione è che si fosse creata un’altra Craco come in Italia, con famiglie tutte della stessa origine che vivevano negli stessi palazzi uno vicino agli altri, su piani e livelli diversi.

Come a Craco, gli immigranti di New York erano soliti lavorare vicino a dove vivevano. La fotografia visibile in alto, scattata nel 1942, raffigura la bottega di Angelo Gragno, su Mulberry Street 58. La porta a sinistra lascia accedere all’abitazione di Mulberry Street 56, la quale era abitata da molte famiglie, tra le quali anche quella di Joseph Camperlengo.
Riquardo alla vita in quell’edificio, ci dice: “c’erano molte famiglie al suo interno. E’ come se l’intero palazzo fosse una casa unica. Noi correvamo constantemente su e giù per le scale per trovarci e per giocare con i nostri cugini”.
Storie simili possono essere raccolte anche da altri immigrati che vivevano su Baxter, Cherry, Mott e Roosevelt street.

Il forno era di proprietà del nonno materno di Joe, Angelo Gragno da Avellino.
Il membro del gruppo dottor Henry Camperlengo era solito lavorare in quella bottega e ricorda molte storie di come lui vendeva la pizza al prezzo di circa un nickel a trancio.

Come sono cambiate le cose da allora. La pizza non costa più un nickel, tra l’altro un vecchio censimento ci riporta come i nostri antenati pagassero un affitto di circa 24 dollari al mese per un appartamento. Oggi il prezzo di un appartamento su Mulberry Street si aggira intorno ai 2100 dollari al mese!

Anche la popolazione dell’area si è modificata, lasciando gli italiani spazio a nuovi immigrati. Oggi il negozio di Mulberry 58 non è più quello di allora, come visibile, soprattutto non è più un forno.

Per tutti coloro che come noi vivono in Nord America, ci rendiamo conto come, con il passare del tempo, ogni nuova generazione diventi sempre meno crachese, meno italiana, e maggiormente americana o canadese. Riuscire a mantenere in vita storie come quella di Joe Camperlengo rappresenta per tutti noi un modo importante per continuare il collegamento con il nostro passato. Condividete quindi i vostri ricordi con le vostre famiglie, i vostri amici e tutti coloro che sono interessati ad ascoltarli.

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