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ITALIAN SURNAME ORIGINS

After learning about the historic surnames from Craco it became obvious understanding their origins would be important.
Onomatology is the study of the origins and history of proper names. There are two works that help us identify the roots of the Cracotan names. Prof. Joseph G. Fucilla wrote, Our Italian Surnames, in 1949 and has been in print since then because of its extensive coverage of the subject. In 1985, Gerhard Rohlfs wrote, Dizionario storico dei cognomi in Lucania, an Italian language publication containing an extensive listing of regional surnames. Fucilla and Rohlfs explain Italian surnames came from several sources and that they were adopted in the last 400 years.
Through most of history a single given name was the standard. The Romans began adding a “gens-name” derived from the founder of the family tree. The early Christians and Germanic tribes, both used single given names and they caused the collapse of the Roman naming system. However, between these two groups the hereditary surname system universally used today slowly emerged.
Starting with the patricians in Venice about the 9th century it took another 800 more years for surnames to take root.
The pattern of Italian surnames originally relied on expressing paternity (for example, Giovanni di Alberto representing Giovanni son of Alberto). These were influenced over time by various factors. For example the singular surname became plural reflecting the family that the surname came from (Alberto becomes Alberti.) Another way of expressing “son of” (figlio) also emerged by using the prefix —Fi or Fili (examples, Fittipoldi, Filangieri).
The many groups who invaded Italy also added to the surname development process. Greek, Roman, and Germanic influence are seen as the major source of Italian surnames with a secondary set attributed to Hebrew names.
Greek roots are seen in names like Alessandri, or Greek with the Christian influence like Basilio. Roman examples are numerous and include classical names like Caesar. The Germanic Franks and Lombards while abandoning their native language retained their Teutonic names. These can be recognized with surname endings like –aldo (example Rinaldi), or -mano (Germano). Hebrew names derived from the Bible include Salomone and Vitelli (from David).
Adding to the complex evolution of surnames were other elements that became name sources including desirable or undesirable qualities, botanical, topographical, geographic, animal, anatomical, objects and occupations. Also, in the regional areas of rural Italy each family had a nickname which was transmitted to subsequent generations. Over centuries and generations additional modifications give us the names we recognize today.

CRACOTAN SURNAME ORIGINS
Avena— botanical, representing oat farmer (Fucilla)
Basilio—of Greek origin (Rohlfs & Fucilla)
Benedetto—compound surname (Fucilla)
Bentivenga—from Moliterno, indicating good feelings (Rohlfs); may good befall you (Fucilla)
Branda—French origins (Rohlfs)
Camberlengo—French origins (Rohlfs)
Colabella—attractive physique (Fucilla)
Conte—reflecting a title (Rohlfs); titular name origin, count (Fucilla)
Cotugno—botanical name, quince (Fucilla)
DeCesare—from Roman, of Cesear (Fucilla)
Dolcemiele— compound surname, sweet honey (Fucilla)
Donadio—indicating good feelings (Rohlfs); biblical origin, given by and to God (Fucilla)
Episcopio—from ecclesiastical name, bishop (Fucilla)
Gallo—Spanish origins (Fucilla)
Grieco—Greek nationality (Rohlfs)
Laino—geographic origin (Rohlfs)
Lorubbio—from Craco, Montalbano Jonico, Policoro (Rohlfs); derived from hair color, red (Fucilla)
Lospinuso—from Craco, Montalbano Jonico (Rohlfs); originated as a nickname, full of thorns, harsh(Fucilla)
Magistro—name for learned men, teacher (Fucilla)
Mastronardi—reflecting a title (Rohlfs); formed from master of and the baptismal name (Fucilla)
Muzio—from Sala Consilina, Salerno (Rohlfs); derived from Spanish, stable boy (Fucilla)
Pignataro-from Potenza, (Rohlfs), occupation name, potter (Fucilla)
Pirretti—from Ferrandina Matera (Rohlfs); derived from the given name Pietro (Fucilla)
Ragone—Spanish origin (Rohlfs)
Roccanova—from Potenza, Matera derived from agriculture (Rohlfs)
Rinaldi—Germanic origin (Rohlfs), from the legendary knight Roland (Fucilla)
Salamone—reflecting a distinguished person (Rohlfs); from the Bible, Solomon, a wise person (Fucilla)
Spera—from Matera, person which raises hope (Rohlfs)
Tuzio—from Lagonegro, Montalbano, Sapri, and Senise, from medieval name Tutius (Rohlfs)
Veltri—derived from the dog breed of greyhounds (Fucilla)
Viggiano—from Matera, Montablano, Potenza, Stigliano (Rohlfs)Vitelli—derived from the Biblical name David (Fucilla)

An online source of Italian surname history is available at: ORIGINI DI COGNOMI ITALIANI

LE ORIGINI DEI COGNOMI ITALIANI

Dopo aver appreso quelli che sono i cognomi italiani di Craco è diventato ovvia l’importanza di capire le loro origini.
L’Onomatologia rappresenta lo studio dell’etimologia e della storia dei nomi propri. Ci sono due studi disponibili che ci permettono di identificare le radici dei nomi crachesi. Prof. Joseph G. Fucilla scrisse nel 1949 “I nostri cognomi Italiani” (Our Italian surnames in inglese), testo tuttora in stampa proprio grazie al livello di dettaglio con cui descrive il tema. Nel 1985 Gerhard Rohlfs preparò invece un “dizionario storico dei cognomi lucani, una pubblicazione in lingua italiana contenente una lista estesa di cognomi regionali. Fucilla e Rohlfs spiegano come diverse siano state le fonti e le ragioni nella formazione dei cognomi italiani adottati negli ultimi 400 anni.
Storicamente, la maggior parte dei nomi propri erano composti da un nome unico. I romani cominciarono ad aggiungere un “nome gens”, quindi il nome derivante dal fondatore dell’albero genealogico famigliare. I primi cristiani, così come le tribù germaniche, usavano i nomi propri singoli e sostituirono il proprio sistema a quello romano, creando un collasso di quest’ultimo.
In ogni caso, tra queste due metodistiche quella del cognome ereditario come viene usato ora universalmente non era ancora emersa.
Fu infatti nel nono secolo dopo cristo con i patrizi a Venezia che l’attuale sistema cominciò ad ampliarsi, il cui sviluppo durò circa 800 anni o più prima di ottenere la comformazione attuale.
La forma con cui i cognomi italiani erano costruiti originalmente rispecchia il legame paterno (per esempio, “Giovanni di Alberto” significa “Giovanni figlio di Alberto”). Diversi sono poi i fattori che nel tempo ne hanno modificato l’assetto. Per esempio, molti nomi singolari hanno assunto una forma plurale e sono rimasti tali, identificando in questo modo il nome famigliare (per esempio “Alberto” diventerebbe “Alberti”). Un’altra maniera di esprimere il termine di “figlio” era rappresentata dall’uso del prefisso “Fi” oppure “Fili” (alcuni esempi sono “Fittipoldi” o “Filangeri”).
Anche i diversi eserciti e le popolazioni che invasero l’Italia parteciparono al processo di sviluppo dei cognomi famigliari. Le influenze greche, romane e germaniche sono quelle che hanno maggiormente pesato sui cognomi italiani di derivazione ebrea.
Radici greche sono riscontrate in nomi come “Alessandri”, oppure radici greche con un influenza cristiana, come per esempio “Basilio”. Gli esempi di varianti romane sono molteplici ed includono nomi come “Cesare”. I franchi-tedeschi ed i lombardi hanno assunto nomi teutonici, abbandonando il loro linguaggio nativo. Possono essere riconosciuti poichè terminano con –aldo (per esempio “Rinaldi”) o –mano (“Germano”). I nomi ebrei che hanno radici bibliche includono Salomone e Vitelli (da “Davide”).
Oltre all’evoluzione già di per sè complessa della natura di un nominativo, ci sono altri elementi da considerare che hanno assunto nel tempo un certo livello di influenza. Questi includono qualità desiderabili o indesiderabili, elementi legati al mondo botanico, topografico, geografico, animale, anatomico, oggetti così come impieghi. Oltre a ciò, nelle regioni rurali italiane ogni famiglia aveva un proprio soprannome, il quale veniva trasmesso di generazione in generazione. Durante i secoli e a causa del susseguirsi delle generazioni stesse, ulteriori modifiche hanno aiutato a modificare i nostri nomi fino a diventare quelli che sono oggi.
 LE ORIGINI DEI COGNOMI CRACHESI
Avena—dal mondo botanico, rappresentante dei contadini di avena (Fucilla)
Basilio—di origine greca (Rohlfs & Fucilla)
Benedetto—nome composto (Fucilla)
Bentivenga—da Moliterno, indicatore di buone sensazioni (Rohlfs); che il bene possa essere con te (Fucilla)
Branda—di origini francesi (Rohlfs)
Camberlengo— di origini francesi (Rohlfs)
Colabella— dal fisico attraente (Fucilla)
Conte— che riflette il titolo nobiliare (Rohlfs); nome di un titolo, conte (Fucilla)
Cotugno—nome di origine botanica, mela cotogna (Fucilla)
DeCesare— dal nome romano, di Cesare (Fucilla)
Dolcemiele— nome composto, dolce e miele (Fucilla)
Donadio—che indica sensazioni piacevoli (Rohlfs); di origine biblica, dato da e per Dio (Fucilla)
Episcopio—nome d’origine ecclesiastica, vescovo (Fucilla)
Gallo—nome d’origini spagnole (Fucilla)
Grieco—nazionalità greca (Rohlfs)
Laino— di origini geografiche (Rohlfs)
Lorubbio—da Craco, Montalbano Jonico, Policoro (Rohlfs); derivante dal colore rosso carota dei capelli (Fucilla)
Lospinuso—da Craco, Montalbano Jonico (Rohlfs); in origine come soprannome, pieno di spine, duro(Fucilla)
Magistro—nome di persona acculturata, maestro (Fucilla)
Mastronardi—che riflette un titolo (Rohlfs); creato per uno specialista in un arte, nome di battesimo (Fucilla)
Muzio—dalla Sala Consilina, Salerno (Rohlfs); derivante dallo spagnolo, ragazzo di stalla (Fucilla)
Pignataro-da Potenza, (Rohlfs), nominativo di occupazione, ceramista (Fucilla)
Pirretti—da Ferrandina Matera (Rohlfs); derivante dal nome proprio Pietro (Fucilla)
Ragone—di origine spagnola (Rohlfs)
Roccanova—da Potenza e Matera, deriva dall’agricoltura (Rohlfs)
Rinaldi— di origini germaniche (Rohlfs), dal cavaliere leggendario Rolando (Fucilla)
Salamone—riflette una persona di qualità distinte (Rohlfs); dalla Bibbia, Salomone, uomo saggio (Fucilla)
Spera—da Matera, persona che porta speranza (Rohlfs)
Tuzio—da Lagonegro, Montalbano, Sapri, e Senise, derivante dal nome medievale Tutius (Rohlfs)
Veltri—derivante dall’allevamento di cani levrieri (Fucilla)
Viggiano—da Matera, Montablano, Potenza e Stigliano (Rohlfs)
Vitelli—derivante dal nome biblico Davide (Fucilla)



Una fonte storica di cognomi italiani è disponibile su: ORIGINI DEI COGNOMI ITALIANI


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HISTORIC DATES IN CRACO

In Craco’s long history many significant events have occurred. For those of us interested in the town, the knowledge of these events is limited to the material contained in the town’s history, Note Storiche sul Comune di Craco, that was first published by Prof. Dino D’Angella in 1986 in Italian (the English translation issued by the Society is available on Amazon.com).  A review of  it allows us to identify the following:

JANUARY

· 17 January 1864 -Angelo Altomonte, a National Guard soldier, died in a fire as a result of a conflict with brigands.

FEBRUARY

· 6 February 1769 – A relic of San Vincenzo was sent from Rome on the initiative of Cardinal Marco Antonio Colonna, Vicar General for Pope Pius VI. It was delivered to Father Francesco Antonio of Craco.

· February 1799 – Innocenzo DeCesare and Nicola M. Giannone, plant a liberty tree in the main square, and a municipal republican government formed.

· l7 February 1815 – Basile DeSanto was sentenced to death, for leading a popular demonstration against the French Government that was held in Craco in 1814.  

· 13 February 1823 –  Domenico A. Ottaviano, who owned the tavern where the “secret unions” were held on 1821, was arrested under the accusation of “conspiracy against the internal security of the state”, and “conspiracy in order to overthrow” the government. Domenico died in prison while he was awaiting trial.  His son, Vincenzo, was arrested on the same day to answer the same allegations. He spent a few years in a Bourbon prison.

MARCH

· 4 March 1799 – a large demonstration organized by the radicals under Tommaso Antonio Miadonna and his cousin, the priest Francesco Miadonna ended in a blood bath; many people were hurt or killed. The peasants killed the doctors Nicola Antonio Rigirone and Vincenzo Nardandrea, Don Alessandro Orsone, Nicola Maria Carbone and Antonio Quaranta.

· 27 March 1808 – sixteen year old Tommaso  Pascariello was murdered.

APRIL

· 3 April 1616-Tavern of Canzoniero was incorporated with the Chiesa Madre; it was completely demolished in the 1800s.

· 18 April 1792 – on the intervention of Father Prospero of Craco, a Franciscan, a larger precious relic of San Vincenzo was obtained.

· 18 April 1800 – Giuseppe Carella (originally of Montesano), husband of Teresa Chiarito, was assassinated by some brigands in the countryside near the village.

· 4 April 1793 – Don Pasquale Arleo made an agreement to create a new altar for the relic of San Vincenzo.

· 1 April 1821 – Domenico A. Ottaviano, held “secret unions” at the tavern he owned; he would be arrested in 1823.

MAY

· 10 May 1807 – Nicola Chiarito and his Briganti gang of about fifteen persons including his brother Antonio, attacked Craco, killing Francesco Antonio Colabella, who had organized the defense of the town. Some people were injured and a couple of houses and barns were burned.

· 5 May 1808 – Antonio Chiarito, was arrested and, after a brief trial, was shot in Craco.

· May 1861 there was an attempted murder against Leonardo Antonio Grossi, the mayor of Craco. The brigands Antonio Cotugno, Giuseppe Padovani, Vito and Rocco Francolino were accused of kidnapping and extortion of money against Grossi.

· 20  May 1886  – the town council made a petition to the government to intervene to stabilize the inhabited area. The main area of concern continued to be along the road of Santa Maria Giampaolo.

· First and Second Sundays – The feast dedicated to the Madonna della Stella, which has been celebrated since the eighteenth century. Today, because the Crachesi community lives in Craco Vecchio and Craco Peschiera, the festival takes place on two consecutive Sundays in May.

· 1999 – reprint of the book, Note Storiche sul Comune di Craco, the history of the town is issued in Italian.

JUNE

· 4 June 1792 – The body of San Vincenzo, arrived in Craco and placed in the chapel of the Madonna della Stella on the following day it was brought in a solemn procession to Craco.

· 10 June 1810—Dr. Giovanni Eligio Rigirone, about 28 years old, was killed in a building on Vico Santa Barbara. Antonio Chiarito, was arrested and after a trial convicted of the crime.

· 25 June 1862—Custom guards Domenico Salsano, (native of Afragola) and Gaetano Solomone (of Noja, today Naples) were killed in the countryside near Craco by brigands.  On the same day, a Rigirone, who was a National Guard soldier in Craco “had his head cut off by means of a knife” by a brigand group.

JULY

· 1678 – Fra’ Giuseppe of Craco was elected the Provincial Priest of the monastery in Craco.

· 1806 – a group of citizens including the farmers who wanted land, former soldiers, and Bourbons stood in opposition to the army of Napoleon .

· 18 July 1807 – The band of briganti headed by Antonio Barberio killed Nicola Rigirone (28 years old, husband of Angiola Rinaldi), looted and robbed the town, and caused injuries to some citizens.

· 1861 – Archimede Rigirone was appointed mayor, replacing Francesco Cammarota.

· 25 July 1874 – Cappuccino, the Crachese briganti  was killed in a barrage of fire in the territory of Padula.

· 1944 – eight temporary policemen, Emanuele Pisciotta, Salvatore Spera (son of the late Domenico), Nicola Colabella (di Alfredo), Giuseppe Lerro (son of the late Gennaro), Salvatore Episcopia (di Francesco), Pietro D‘Elia (son of the late Antonio), Antonio Consoli, and Donato Spera (son of the late Donato). were hired to guard the grain harvest to avoid the theft of and the subsequent smuggling of agricultural produce

· 1984 – first edition of  Note Storiche sul Comune di Craco is published by Prof. Dino D’Angella in Italy.

AUGUST

· 1860 – there were sixteen Crachesi soldiers in Garabaldi’s Republican National Guard, commanded by Captain Andrea Cammarota and Lieutenant Samuele Rigirone.  Names that are known are: Innocenzo Pasciucco (fu Giuseppe), Giuseppe A. Camperlengo, Francesco Crapulli, Vincenzo Vietri (fu Rocco), and Pasquale Marrese (fu Domenico).

· 1895— there were protests within the town council because of questions regarding the failed election of a pair of candidates. Innocenzo Mastronardi and Tommaso Miadonna, after long discussions in the assembly.  They lost the election because they were not awarded a few contested votes. The council was paralyzed by this dispute for at least four months.

· 2009 – English translation of Note Storiche sul Comune di Craco, the history of the town is issued by The Craco Society.

SEPTEMBER

· 1807 – Angelo Antonio Biancullo, originally from Montemurro, was assassinated by unknown briganti.

·  9 September 1850 – a verdict by the Special Great Court of Basilicata condemned Nicola Maria Caruso (also known as Father Ferdinando of Craco, a Franciscan, born in September of 1811) to twenty years in prison for “suspicion of writing and printing speeches inciting unrest, and conspiring to arm against the Royal Authority.

· 1877 – A  new confraternity to San Vincenzo was founded.

· 22 September 1902 – Prime Minister Giuseppe Zanardelli arrived in Craco, dining at the Town Hall  about 1:30 pm. He received the local Town councilors and those of Montalbano Jonico, Pisticci, Ferrandina, Bernalda and Grottole. He left about 5:30 pm.

OCTOBER

· Fourth Sunday – The feast of San Vincenzo, Martire di Craco has been held annually since 1792.

NOVEMBER

· 4 November 1788 – Father Nicola Onorati, who was also known as Columella, gained notoriety for scientific merit from Latin scholars when speaking at the inaugural opening of University of Naples.  He held the Chair of Agriculture and Pastoralist there.

· 14 November 1861 – A raid on Craco began with  about 1,000 brigands.  The brigands found  many supporters including brothers Gaetano and Giovanni Arleo, Antonio Miadonna (husband of Rosa Grossi), the Santalucia family, the Rev. Giuseppe Colabella and others. Rifles and pistols were shot in front of the Palazzo Carbone and the Palazzo Magistro. Some stables were burned and homes of the wealthy were robbed.

· 24 November 1861, sixteen people were executed in front of the Franciscan Convent: Antonio Miadonna (43 years old), farmer Giuseppe Sisto (age 50, husband of Clementina Cacciatore), Nicola Santalucia (a barber, age 56, husband of Margherita Lobosco), the proprietor of the coffee bar Angelo Santalucia (in his 20’s, the son of Nicola and Margherita Lobosco), his brother Francesco (aged 18), Nicola D’Arletta (a farmer, 36 years old, husband of Caterina Rinaldi), coachman Giuseppe LaLingua (in his 50’s husband of Grazia Lapadula), the Priest Giuseppe Colabella (30 years old), farmer Giovanni Episcopia (18 years, son of Rosa Episcopia), farmer Gaetano Vivero (32, husband of Maria Leonarda Padula), farmer Francesco Branda (21, son of Carmina Branda), sixteen-year-old Giovanni Baldassarre, coachman Francesco Franco (40 years old, husband of Rosa M. Triunfo), and coachman Francescantonio Plati (40 years, married to Luisa Carlucci).

· 1980 – the chapel of the Convent of San Pietro, (which housed the relic of San Vincenzo) which was attached to the monastery, was closed to the public after an earthquake.

DECEMBER

· 1926 – Province of Matera was created and included Craco in it.

Le date storiche di Craco


Sono tanti gli eventi che si sono succeduti durante la lunga storia di Craco.

Per coloro che, tra noi, sono interessati a saperne di più sul passato di Craco, è importante sottolineare come le informazioni legate a questi eventi provengano per intero dal materiale contenuto all’interno di Note Storiche sul Comune di Craco. Questo libro tratta della storia del paese ed è stato pubblicato per la prima volta in italiano nel 1986 dal professor Dino D’Angella (la versione tradotta in lingua inglese dalla Craco Society può essere acquistata su Amazon.com). Una nuova revisione del libro ci ha permesso di indentificare gli eventi di maggiore importanza accaduti a Craco. Gli abbiamo elencati e descritti qui in basso:

GENNAIO

· 17 gennaio 1864 -Angelo Altomonte, un soldato della guardia nazionale, viene colpito a morte da un proiettile durante un conflitto a fuoco con i briganti.

FEBBRAIO

· 6 febbraio 1769 – La reliquia di San Vincenzo viene inviata da Roma su iniziativa del Cardinale Marco Antonio Colonna, vicario generale di papa Pio sesto. Viene consegnata direttamente a padre Francesco Antonio di Craco.

· Febbraio 1799 – Innocenzo DeCesare e Nicola M. Giannone piantano un albero della libertà nella piazza principale di Craco. Il loro gesto segna l’insediamento in municipio di un governo ti tipo repubblicano. 

· l7 febbraio 1815 – Basile DeSanto viene condannato a morte dopo aver organizzato una sommossa popolare contro il regime francese che controllava Craco dal 1814.

· 13 febbraio 1823 – Domenico A. Ottaviano, proprietario della taverna all’interno della quale si tenevano le riunioni secrete dei carbonari, venne arrestato con l’accusa di cospirazione contro “la sicurezza interna dello stato” e “al fine di far crollare” il governo. Domenico muore in prigione ancora prima di ricevere la sentenza finale. Suo figlio, Vincenzo, viene arrestato nello stesso giorno con la stessa accusa. Dovrà rimanere diversi anni all’interno di una prigione Borbonica prima di ottenere la libertà.

MARZO

· 4 marzo 1799 – La grande dimostrazione organizzata dai radicali politici sotto la gestione di Tommaso Antonio Miadonna e di suo cugino, il prete Francesco Miadonna, termina in un bagno di sangue. Molti tra i cittadini locali vengono trucidati o rimangono feriti. I braccianti ammazzano i dottori Nicola Antonio Rigirone e Vincenzo Nardandrea, Don Alessandro Orsone, Nicola Maria Carbone e Antonio Quaranta.

· 27 marzo 1808 – il sedicenne Tommaso Pascariello viene assassinato.

APRILE

· 3 aprile 1616 – viene inaugurata la taverna del Canzoniero assieme alla Chiesa Madre; la taverna rimarrà operativa per più di due secoli, prima di venir demolita completamente.

· 18 aprile 1792 – in seguito all’intervento di padre Prospero di Craco, un frate francescano, Craco ottiene una reliquia di San Vincenzo ancora più grande e preziosa.

· 18 aprile 1800 – Giuseppe Carella (originario di Montesano), marito di Teresa Chiarito, viene assassinato da alcuni briganti nella campagne circostanti al paese.

· 4 aprile 1793 – Don Pasquale Arleo stringe un accordo per edificare un nuovo altare in cui ospitare la reliquia di San Vincenzo.

· 1 aprile 1821 – Domenico A. Ottaviano organizza le riunioni segrete dei carbonari presso la taverna di sua proprietà. Verrà arrestato un paio di anni dopo.

MAGGIO

· 10 maggio 1807 – Nicola Chiarito e la sua compagnia di circa quindici briganti, tra cui anche suo fratello Antonio, attaccano Craco. Francesco Antonio Colabella, il quale organizza la difesa del paese, perde la vita durante le rappresaglie. Saranno diversi i feriti ed un paio di abitazioni e fienili verranno incendiati.

· 5 maggio 1808 – Il brigante Antonio Chiarito viene arrestato e, dopo un breve processo, fucilato a Craco.

· Maggio 1861 – Viene tentato l’omicidio di Leonardo Antonio Grossi, il sindaco di Craco d’allora. I briganti Antonio Cotugno, Giuseppe Padovani, Vito e Rocco Francolino vengono accusati di sequestro di persona ed estorsione finanziaria ai danni di Grossi.

· 20 maggio 1886 – il consiglio comunale del paese lancia una petizione al fine di ottenere l’attenzione del governo nazionale e di rendere agibile l’area abitativa di Craco. La zona che desta maggiori preoccupazioni è quella circostante alla strada di Santa Maria Giampaolo.

· Prima e seconda domenica di maggio – La festa dedicata alla Madonna della Stella viene celebrata sin dal diciottesimo secolo. Poiché la comunità crachese risiede oggi a Craco Peschiera e non più a Craco Vecchio, i festeggiamenti vengono organizzati in due domeniche successive a maggio.

· Maggio 1999 – viene rilasciata la seconda edizione in italiano di Note Storiche sul Comune di Craco, la celebre storia del paese di Craco.

GIUGNO

· 4 giugno 1792 – la reliquia del corpo di San Vincenzo arriva a Craco prima di esser posizionata all’interno della cappella della Madonna della Stella. Verrà trasportata tramite una processione solenne attraverso il paese di Craco il giorno successivo.

GIUGNO

· 10 giugno 1810 — il dottor Giovanni Eligio Rigirone, di appena 28 anni, viene assassinato su Vico Santa Barbara. Antonio Chiarito verrà accusato del delitto e, dopo un breve processo, condannato.

· 25 giugno 1862— I guardiani Domenico Salsano, (nativo di Afragola) e Gaetano Solomone (di Noja, oggi Napoli) vengono massacrati dai briganti nelle campagne vicino a Craco. Durante lo stesso giorno, a Rigirone, un soldato della guardia nazionale di Craco, verrà mozzata la testa con un coltello da un gruppo di briganti.

LUGLIO

· Luglio 1678 – Fra’ Giuseppe di Craco viene eletto sacerdote della provincia del monastero di Craco.

· Luglio 1806 – un gruppo di cittadini, tra i quali anche contadini che richiedevano un pezzo di terra, ex soldati e borbonici, si ribellano contro l’armata di Napoleone 

· 18 luglio 1807 – La banda di briganti capitanata da Antonio Barberio assassina Nicola Rigirone (di appena 28 anni, marito di Angiola Rinaldi) prima di saccheggiare e fare razzie in paese, ferendo molti dei cittadini locali.

· Luglio 1861 – Archimede Rigirone viene eletto sindaco e prende il posto di Francesco Cammarota.

· 25 luglio 1874 – Cappuccino, uno dei briganti Crachesi, viene massacrato da una raffica di colpi d’arma da fuoco nel territorio di Padula.

· Luglio 1944 – otto poliziotti temporanei, Emanuele Pisciotta, Salvatore Spera (figlio del defunto Domenico), Nicola Colabella (di Alfredo), Giuseppe Lerro (figlio del defunto Gennaro), Salvatore Episcopia (di Francesco), Pietro D‘Elia (figlio del defunto Antonio), Antonio Consoli, e Donato Spera (figlio del defunto Donato) si arruolano per fare la guardia al raccolto di grano, evitandone il furto e che diventi merce agricola di contrabbando.

· Luglio 1984 – la prima edizione di Note Storiche sul Comune di Craco viene pubblicata in Italia dal professor Dino D’Angella.

AGOSTO

· Agosto 1860 – sono sedici i soldati Crachesi che servono all’interno dei ranghi della guardia nazionale repubblicana di Garibaldi, tutti sotto il comando del capitano Andrea Cammarota e del tenente Samuele Rigirone. I nomi conosciuti sono quelli di: Innocenzo Pasciucco (fu Giuseppe), Giuseppe A. Camperlengo, Francesco Crapulli, Vincenzo Vietri (fu Rocco) e Pasquale Marrese (fu Domenico).

· Agosto 1895— Scoppiano varie proteste all’interno del consiglio comunale dopo lunghe discussioni in assemblea. Queste proteste sono causate da alcune domande a cui non viene data risposta sul conto della mancata elezione di un paio di candidati. Stiamo parlando di Innocenzo Mastronardi e Tommaso Miadonna. Entrambi avevano infatti perso le elezioni a causa di pochi voti contestati. Il consiglio è paralizzato e non riesce a risolvere la situazione di stallo che durerà ben quattro mesi.

· Agosto 2009 – La traduzione in lingua inglese di Note Storiche sul Comune di Craco, la storia del paese di Craco, viene completata dalla The Craco Society ed è disponibile all’acquisto.

SETTEMBRE

· Settembre 1807 – Angelo Antonio Biancullo, originario di Montemurro, viene assassinato da un gruppo di briganti, l’identità dei quali rimarrà sconosciuta.

· 9 settembre 1850 – un verdetto della grande corte speciale della regione Basilicata condanna Nicola Maria Caruso (conosciuto anche come padre Ferdinando di Craco, un frate francescano nato nel settembre del 1811) a venti anni di reclusione. La sentenza è “per il sospetto che abbia scritto e pubblicato discorsi atti a fomentare disordini e a favorire cospirazioni violente contro le autorità reali.”

· Settembre 1877 – Viene fondata una nuova confraternita di San Vincenzo

· 22 settembre 1902 – il primo ministro italiano Giuseppe Zanardelli arriva a Craco. Intorno all’una e mezza di primo pomeriggio viene allestito un pranzo in municipio in onore della sua visita. Durante quell’occasione, Giuseppe Zanardelli riceve anche i consiglieri comunali delle località limitrofe di Montalbano Jonico, Pisticci, Ferrandina, Bernalda e Grottole. Ripartirà da Craco alle cinque e mezza dello stesso pomeriggio.

OTTOBRE

· Quarta domenica d’ottobre – La festa di San Vincenzo, Martire di Craco, viene organizzata annualmente in paese dal 1792.

NOVEMBRE

· 4 novembre 1788 – Padre Nicola Onorati, conosciuto anche con il soprannome di Columella, guadagna notorietà tra gli studiosi dell’accademia di Latino. Questo grazie alle sue conoscenze scientifiche che dimostra parlando durante l’inaugurazione dell’apertura dell’università di Napoli. È proprio lì che a Padre Nicola Onorati verrà data la cattedra in agricoltura e pastorizia.

· 14 novembre 1861 – Craco viene invaso da un’orda di mille briganti. I briganti trovano in paese diversi sostenitori, tra i quali anche i fratelli Gaetano e Giovanni Arleo, Antonio Miadonna (marito di Rosa Grossi), la famiglia dei Santalucia, il reverendo Giuseppe Colabella ed altri ancora. Proiettili di pistola e carabina vengono sparati davanti a Palazzo Carbone e a Palazzo Magistro. I briganti e i loro sostenitori riusciranno a bruciare alcune stalle e derubare le case dei cittadini più abbienti.

· 24 novembre 1861, sedici uomini vengono fucilati davanti al convento francescano. Questi sono: Antonio Miadonna (43 anni), Giuseppe Sisto (contadino, 50 anni, marito di Clementina Cacciatore), Nicola Santalucia (barbiere, 56 anni, marito di Margherita Lobosco), Angelo Santalucia (proprietario di una caffetteria, ancora nei suoi vent’anni, figlio di Nicola e Margherita Lobosco), Francesco Santalucia (fratello di Angelo Santalucia, 18 anni), Nicola D’Arletta (contadino, 36 anni, marito di Caterina Rinaldi), Giuseppe LaLingua (cocchiere, sui cinquant’anni, marito di Grazia Lapadula), Giuseppe Colabella (prete, 30 anni), Giovanni Episcopia (contadino, 18 anni, figlio di Rosa Episcopia), Gaetano Vivero (contadino, 32 anni, marito di Maria Leonarda Padula), Francesco Branda (contadino, 21 anni, figlio di Carmina Branda), Giovanni Baldassarre (16 anni), Francesco Franco (cocchiere, 40 anni, marito di Rosa M. Triunfo), e Francescantonio Plati (cocchiere, 40 anni, marito di Luisa Carlucci).

· 1980 – la cappella del convento di San Pietro – la quale ha ospitato la reliquia di San Vincenzo e posizionata appena a fianco del monastero – viene chiusa al pubblico in seguito a movimenti sismici.

DICEMBRE

· Dicembre 1926 – Vengono stabiliti i confini della provincia di Matera con Craco al loro interno.

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WWI CRACOTAN MEN IN FRANCE-LIFE CHANGING EVENTS

As we learn of the Cracotan men who fought in WWI we know the experience was life changing for all of them.  The lives of Peter Benedetto and Nicola Francavilla were cut short; Frank Muzio, and Antonio Spera carried their experience and injuries with them.  The remaining three men we are aware of that served in the US Army, Nicola Camperlengo, Nicola Roccanova, and Edmond Salomone also had life changing experiences.

Nicola Camperlengo

             Nick Camperlengo  was born on 1894 in Manhattan, New York to Vitantonio and Teodora LoRubio.  He was living at 50 Roosevelt St. and working as a shipping clerk for Michele Stramiello at 281 Front St. when he was inducted on April 27, 1918 .  He was reacted to He was assigned to the Medical Evacuation Hospital No. 28 and then on June 14 he was reassigned to Base Hospital No. 78.  Private Nick Camperlengo boarded the SS Anchises with his unit on Sept. 1, 1918 in New York bound for the European battlefields. His story and the horrors of war is best understood in the words about him from the late Dr. Henry Camperlengo who wrote the following:

“It was into that maelstrom that my “Uncle Nick,” whose memory I cherish as a kind human person saw in plentitude the horrors of war.  He and others worked untiringly night and day to the many wounded.  They soon exhausted basic medical supplies and even had to cut branches from trees to improvise splints.  After the wounded were rounded up they were painfully in trucks presumably headed to Base Hospitals.   Suddenly there appeared a squadron of German fighter planes and the entire column was machine gunned.  So many who had been carefully and exhaustingly cared for were now dead!  My Uncle sat under a tree and cried.”

Nick boarded the SS Dante Aleghieri on May 27, 1919 in Marseilles Harbor bound for NewYork with orders to report to Camp Dix.  The ship arrived on June 17th and he was honorably discharged the next day.  But as Dr. Camperlengo explains,

“He couldn’t tell us in words what effect it had on him.  I only learned to what extent this experience had on his psyche when I was a young psychiatrist in training. 

He had been remanded to the Northport VA [Veterans Administration] Hospital on Long Island for a psychiatric disorder that baffled the doctors at that time. 

I obtained his  medical records from the Northport VA and I saw plainly that the disorder he suffered from was P.T.S.D. or Post Traumatic Stress Disorder, an entity only recognized by the American Psychariatric Assoc. and the A.M.A [American Medical Association] in the 1980s.  He spent 10 years in that hospital frequently visited by family and when discharged became a groundskeeper at a private boys school on Long Island.  I understand that he was honored with a plaque in his memory by the boys for his kind ways and wise advice to them.  For me he became one of the chief reasons I became a psychiatrist.

Nicola Roccanova

Unlike the others from Craco, Nick Roccanova did not serve in the “Metropolitan Division” and had a different experience from them in France.

Nicola Roccanova was born on May 1, 1898 in Craco to Vincenzo and Isabella Sellare. His older brothers,  had emigrated to the US in the early 1900s as did a sister, Antonia who had married Paolo Benedetto in 1905.

We learn about Nicola’s story from Deborah Roccanova who is the wife of Nicola’s grandson Richard.  She says, that Nicola’s father sent him to the US in 1915 “hoping he would avoid being drawn into the war in Europe,” but fate would dictate a different story.

He was living with his brothers at 65 Sullivan St., in Manhattan when he enlisted in the US Army at Ft. Slocum, at David’s Island (in Long Island Sound off New Rochelle), NY on Nov. 27, 1917.  It was one of the busiest recruit training stations in WWI and housed many of those who joined in the government sponsored recruiting zeal that occurred  in November 1917; explaining Nicola’s action. In December the governemt ended voluntary enlistments and relied solely on the draft.

But on Dec 8th, Nicola was assigned to Battery C of the 18th Field Artillery  Unit.  He would serve with them until his discharge.  His service records show he boarded the USS Aeolus  with his unit in Hoboken, NJ on April 23, 1918 however the departure was delayed and the Unit transferred to the USS Manchuria on April 30 when it sailed to Europe. 

Nicola and his unit were attached to the 3rd Division in France.  They distinguished themselves earning the French Croix De Guerre with Gilt Star on the battle streamers for the Champagne Marne and Aisne-Marne campaigns and was instrumental in helping to defeat the Germans during an final assault known as the “Ludendorff Offensive.”  After the German surrender, they served a tour of occupation duty.  Nicola  and hisunit boared USS Agamemnon in Brest, France arriving eight days later in Hoboken.  He was discharged August 22nd.

Deborah Roccanova tells us more about his experiences and how they impacted Nicola.  She says, He was gassed with mustard gas…The effects of the gas did affect his lungs the rest of his life.  He was hospitalized  with TB for 11 months in 1944 at a sanitarium in upstate NY.” 

She continues about the period after the war while he was stationed in France, “…he did attempt to return to Craco to see his parents and family.  This was denied due to the Spanish flu epidemic and all soldiers were confined to base.  He never saw his parents again…but his mother Mary (Francavilla) Roccanova died from the flu in 1918…” when it struck Craco.

We also learned from Deborah that Nicola married Isabella Sillaro (born 1898, Craco).  She was the daughter of Giuseppe and Rosa Dolcimele.  After their marriage in Manhattan in 1920 Nicola worked with his brothers in a paper box making business, for a while.

Deborah tells us after that he, “drove taxi and eventually owned his own laundry and small apartment buildings. …Nicholas did eventually moved to Sacramento, CA at the urging of his son Vincent and wife Lois.  Nicholas and Isabella lived a very happy and successful life, investing in real estate and surrounded by family in Sacramento.  …Nicholas did return to Craco and Roccanova Italy in 1978…

Edmond Salomone

The experience of Edmond Salomone during WWI was unique.  He was born in Manhattan on March 24, 1897, the son of Michele Salomone and Angela Mormando.  On Sept. 9, 1918 he was drafted into the US Army and sent to Camp Gordon, GA.  With the war raging in Europe the Army had developed plans to train recruits to replace the battlefield soldiers. Edmond was assigned to the 14th Infantry Replacement and Training Battalion.   On Oct. 18 he was assigned to the Automatic Replacement Draft designed to fill in the ranks of soldiers in Europe.  Just 5 days after the armistice on Nov. 16, he was transferred to Company C 162 Infantry and shipped overseas on November 27th.  He served there until returning to the US on July 27, 1918 and was demobilized on Aug. 2nd.  

Brothers in Arms—Edmond Salomone (right) is shown with his future brother-in-law, Joe Chicichella when both were in the US Army in 1918.
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April 2019 Newsletter

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May in Craco Vecchio

The month of May was a very significant month and active time in Craco Vecchio.

Following the church calendar, and centuries of tradition, on the first weekend in May they celebrated San Nicola and the Madonna della Stella, starting with a “processione” for San Nicola on the Saturday. On Sunday, the entire day is dedicated to celebrating Madonna della Stella, starting with a mass in the morning followed by a procession throughout the town.

To receive special favours from the Madonna, people would decorate a “cirio” (a wooden framed structure) with candles.  The cirio would be carried by a devotee along with the procession until it reached their home.  A small alter was prepared at the house, and prayers were said, thus completing their act of devotion.

In the afternoon, everyone gathered by the Madonna della Stella church for potato sac races, horse races, and bicycle races. In the evening, people gathered and ate fave, lupini, and ceci.  In the late 50s and 60s some amusement park rides were added for kids.  The day’s festivities always ended with a display of fireworks.

For all Festas, a committee was formed consisting of 5-10 people and overseen by the priest.  Their role was to raise funds and organize the entire festa.

Throughout the month of May there were daily visits to the church of the Madonna della Stella to celebrate mass or to say the rosary.

In the fields May was also a busy month.  The fave and ceci were picked and left in a large pile to dry.

The people also started preparing for the arrival of hired farm hands that came from as far away as Lecce to assist with the grain harvest.

Historic Dates in Craco

  • 10 May 1807 – Nicola Chiarito and his Briganti gang of about fifteen persons including his brother Antonio, attacked Craco, killing Francesco Antonio Colabella, who had organized the defense of the town. Some people were injured and a couple of houses and barns were burned.
  • 5 May 1808 – Antonio Chiarito, was arrested and, after a brief trial, was shot in Craco.
  • May 1861 there was an attempted murder against Leonardo Antonio Grossi, the mayor of Craco. The brigands Antonio Cotugno, Giuseppe Padovani, Vito and Rocco Francolino were accused of kidnapping and extortion of money against Grossi.
  • 20 May 1886  – the town council made a petition to the government to intervene to stabilize the inhabited area. The main area of concern continued to be along the road of Santa Maria Giampaolo.
  • First and Second Sundays – The feast dedicated to the Madonna della Stella, which has been celebrated since the eighteenth century. Today, because the Crachesi community lives in Craco Vecchio and Craco Peschiera, the festival takes place on two consecutive Sundays in May.
  • 1999 – reprint of the book, Note Storiche sul Comune di Craco, the history of the town is issued in Italian.

Maggio a Craco Vecchio

Maggio è da sempre stato un mese particolarmente significativo e ricchio d’attività a Craco vecchio.

Secondo il calendario ecclesiastico e secondo secoli di tradizioni, durante il primo finesettimana di maggio venivano festeggiati con una processione San Nicola e la Madonna della Stella.

Mentre la processione per San Nicola si celebrava di sabato, la giornata della domenica era interamente dedicata alla Madonna della Stella: le celebrazioni iniziavano con una messa durante la mattinata, seguita poi da una processione in suo onore attraverso la cittadina.

Gli abitanti solevano decorare un “cirio” (così veniva chiamata un tipo di struttura in legno) con delle candele per ricevere i favori della Madonna. Ogni cirio veniva trasportato durante la processione dal proprio credente, finchè egli non raggiungeva la propria abitazione sempre seguendo la processione. In casa sua veniva quindi innalzato un altarino sul quale i famigliari pregavano, completando in questo modo il loro rito di devozione.

Nel pomeriggio tutti si riunivano nella chiesa della Madonna della Stella per giocare con i sacchi di patate, per fare gare equestri ed in bicicletta. Durante la sera invece la gente soleva riunirsi nuovamente per mangiare fave, lupini e ceci. Al termine della seconda metà degli anni cinquanta e degli anni sessanta del secolo scorso furono aggiunte alle consuete celebrazioni anche delle giostre per i bambini. Il termine delle festività era caratterizzato sempre da scene di fuochi artificiali.

Durante ogni festa veniva eletta una delegazione di circa 5-10 persone, capitanata dal parroco di paese. Il loro ruolo era quello d’ottenere fondi e di organizzare il corso dell’intera festa.

Durante tutto il mese di maggio la chiesa della Madonna della Stella veniva quotidianamente visitata da credenti, i quali partecipavano alle messe o più semplice-mente si trovavano per dire il rosario.

Nei campi maggio era invce un mese molto intenso. Venivano raccolte le fave e i ceci, prima di venire essiccate in largi contenitori appositi.

Gli abitanti iniziavano a prepararsi per l’arrivo dei manovali, contadini che assistevano e lavoravano durante la raccolta del grano e che arrivavano fin da Lecce.

Le date storiche di Craco

  • 10 maggio 1807 – Nicola Chiarito e la sua compagnia di circa quindici briganti, tra cui anche suo fratello Antonio, attaccano Craco. Francesco Antonio Colabella, il quale organizza la difesa del paese, perde la vita durante le rappresaglie. Saranno diversi i feriti ed un paio di abitazioni e fienili verranno incendiati.
  • 5 maggio 1808 – Il brigante Antonio Chiarito viene arrestato e, dopo un breve processo, fucilato a Craco.
  • Maggio 1861 – Viene tentato l’omicidio di Leonardo Antonio Grossi, il sindaco di Craco d’allora. I briganti Antonio Cotugno, Giuseppe Padovani, Vito e Rocco Francolino vengono accusati di sequestro di persona ed estorsione finanziaria ai danni di Grossi.
  • 20 maggio 1886 – il consiglio comunale del paese lancia una petizione al fine di ottenere l’attenzione del governo nazionale e di rendere agibile l’area abitativa di Craco. La zona che desta maggiori preoccupazioni è quella circostante alla strada di Santa Maria Giampaolo.
  • Prima e seconda domenica di maggio – La festa dedicata alla Madonna della Stella viene celebrata sin dal diciottesimo secolo. Poiché la comunità crachese risiede oggi a Craco Peschiera e non più a Craco Vecchio, i festeggiamenti vengono organizzati in due domeniche successive a maggio.
  • Maggio 1999 – viene rilasciata la seconda edizione in italiano di Note Storiche sul Comune di Craco, la celebre storia del paese di Craco.
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THE DOCTOR FROM CRACO

Dr. Donato Viggiano, the doctor from Craco appeared in several Newsletter articles including in April 2020, July 2014, and March 2012.

This appearance was prompted by a new photograph sent by Society member Annette Benedetto from her college graduation celebration in 1961.

In 1903, the then 27 year old doctor, Donato Viggiano arrived in New York from Craco and began helping the immigrant community on the Lower East Side. Obviously, coming from Craco he was preferred by his Cracotan “paesani” providing for them and other immigrants from his office at 76 Mott Street. In 1912, he married Elvira Manghise and they established a home in Brooklyn.

Dr. Viggiano crossed paths with Mother Cabrini early in his career and supported her by caring for the ill. While continuing his work on the Lower East Side and attending to the immigrant community there he also worked with the Columbus Hospital that Mother Cabrini founded, ultimately taking on an administrative role there.  In the 1930s he and his wife were regularly listed in newspapers as sponsors promoting fund raising events and activities aimed at supporting the hospital during the Depression.

Dr. Viggiano continued practicing medicine into the 1950s and passed away in 1972 at the age of 95.

His impact on the Cracotan  community in New York was significant. Families who had ancestors in Little Italy in his era have stories about their interactions with him.


Cracotan Physician—Dr. Donato Viggiano (shown above in a 1924 passport photograph) was a fixture in Little Italy and preferred by his Cracotan paesani because of his ability to speak the dialect.  He ultimately became an administrator of Columbus Hospital in Manhattan that was founded by Mother Cabrini.  Also pictured is his eleven year old daughter Rosina and wife Elvia who traveled with him  that Summer to France and Italy. They left New York on July 10th aboard the SS Albania and returned October 11th from Naples aboard the steamship Conte Rosso. Dr. Viggiano and his wife made trips back to Italy in the ensuing years with visits in 1948 and 1956.
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Un medico Crachese — Il dottor Donato Viggiano (immortalato in alto in una fotografia da passaporto del 1924) diventò una figura di riferimento a Little Italy, essendo preferito dai suoi paesani Crachesi per la sua capacità di comunicare in dialetto. Alla fine della sua carriera coprì un ruolo amministrativo nel Columbus Hospital di Manhattan, fondato da Madre Cabrini. Nella foto é visibile anche Rosina, la figlia di undici anni, ed Elvira, sua moglie, le quali lo accompagnarono durante il viaggio dell’estate del 1924 in Francia e in Italia. Salparono il 10 luglio da New York a bordo della SS Albania e ripartirono da Napoli verso l’America l’11 ottobre a bordo del piroscafo Conte Rosso. Il dottor Viggiano e sua moglie completarono diversi viaggi in Italia negli anni seguenti, con due visite principali nel 1948 e nel 1956.   

Elvira and Dr. Donato Viggiano 1939.
Elvira e Dr. Donato Viggiano 1939. 
Elvira (right) and Dr. Donato Viggiano (left) 1961. Elvira (destra) e Dr. Donato Viggiano (sinestra) 1961.
Elvira (destra) e Dr. Donato Viggiano (sinestra) 1961.

The Viggiano Brothers – Below from the left, Donato, Prospero, Antonio (nicknamed “Judge” and Antuono (nicknamed “Tony”). Donato a doctor and Prospero a barber lived in Manhattan and were active in the Crachese community there.
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I Fratelli Viggiano – Donato, Prospero, Antonio (soprannominato “Giudice”) e Antuono (soprannominato “Tony”) sono visibili in basso sulla sinistra. Donato, di professione medico, e Prospero, di professione barbiere, risiedevano entrambi a Manhattan e rappresentavano figure portanti all’interno della comunità crachese.



IL DOTTORE DA CRACO

Il medico di Craco Donato Viggiano è apparso in diversi articoli dei nostri aggiornamenti mensili, tra cui anche quelli di Aprile 2020, Luglio 2014 e Marzo 2012.

Il suo riferimento è dovuto ad una nuova fotografia condivisa dal membro della Craco Society Annette Benedetto e risalente al momento di celebrazione della laurea di Annette stessa, 1961.

Nel 1903 il medico Donato Viggiano arrivò a New York ad appena 27 anni d’età. In quel periodo iniziò ad aiutare la comunità di immigrati del Lower East Side. Grazie alle sue origini Crachesi, il dottor Viggiano era altamente preferito dai suoi paesani che visitava assieme agli immigrati di altri paesi nel suo ufficio di Mott Street 76. Nel 1912 sposò Elvira Manghise prima di stabilirsi con lei in una casa di Brooklyn.

All’inizio della sua carriera, il dottor Viggiano incontrò diverse volte Madre Cabrini e la sostenne prendendosi cura degli infermi. Sempre continuando a lavorare nel suo ufficio del Lower East Side e frequentando la comunità di immigrati della zona, il dottor Viggiano lavorò anche con il Columbus Hospital fondato da Madre Cabrini, in cui alla fine assunse un ruolo amministrativo.

Negli anni trenta il dottor Viggiano era regolarmente menzionato assieme alla moglie sui giornali come sponsor poiché promuoveva eventi e attività di raccolta fondi atti a sostenere l’ospedale durante il periodo della grande depressione.

Il dottor Viggiano continuò a praticare come medico negli anni cinquanta e morì nel 1972 all’età di ben 95 anni.

Il suo impatto sulla comunità Crachese di New York fu senza alcun dubbio significativo. Molte famiglie che vivevano a Little Italy in quell’epoca parlano ancora delle storie e degli incontri che i loro antenati ebbero con lui.

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The Frana—December 1963

In December 1963 one of the most destructive episodes of Craco’s frana event occurred.  Contemporary newspaper articles give us an understanding of the events.  

The first article appearing on December 7th raises concern with two-thirds of the town being impacted and states: “the situation remains grave …”

December 8th found the following report: “…The landslide…moves slowly …and covers ten acres of land…The houses involved in this area are a hundred. Twenty-five are at risk, so that the mayor has already issued the first evacuation orders…The town is situated…on gravel and clay. It has a population of just over 1700 inhabitants divided into 380 families.” 

Then on December 11th the news turned worse: “a dense rain, falling for more than twenty-four hours…the landslide movement…was further exacerbated…The landslide affecting the village has extended to other buildings, so much so that some owners of houses on DeCesare and Alighieri streets reported injuries to their buildings…Craco is on the list of towns to be consolidated at the expense of the state. Approximately eighty percent of the buildings have damages.”  

It continued the next day on December 12th: “The rainfall has increased the concerns…the landslide has abruptly moved further…damaged homes increase and orders for evacuation of about forty were issued…It is a painful spectacle: the household goods are transported…from homes… Even those who still have a house in good condition, do not hide their fears.”

On  December 16th harsh conditions continued to be reported: “Violent gusts of wind…Craco remained in the dark due to failure of the electricity grid…two more orders for eviction were issued for homes at risk.”

The December 21st articles provide: “Christmas is coming. The people, however, are sad and worried about the serious threat of landslides…Craco residents live in a day by day state of panic…” 

Then on December 30th: “News that instead of dissipating fears…has increased. In essence, the landslides are of two different intensities. The first and largest includes the southern facing center of the town and the other is slower but no less worrying. The hopes of a temporary containment are in the large arched wall built along Route 103, which almost surrounds the town. The wall although solid, has a central bulge…and would lead to landslides of significant quantities, the destruction of many homes…The situation…to safeguard public safety…raises many moral and economic problems of considerable scope: Can a small town of 1700 people be evacuated? What would remain of the old town? Absolutely nothing. Then there are serious apprehensions of the owners of houses (cost and the sacrifices of generations), who see their property at risk and do not know if they have adequate compensation or urgent rehabilitation works envisaged by authorities…”

We know the subsequent events and results but also recognize that even after all these years there is a resilient spirit to somehow bring Craco Vecchio a rebirth.

This article was originally published in The Craco Society Newsletter, July 2009.

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PIZZA RUSTICA

This Easter time specialty from Craco was passed down from Antonia Francavilla Spero (b. Craco 1889; d. NY 1961) to her daughter Lena and then to Lena’s daughter Annette Cono Mule. It continues to be made annually.


Dough:
2 1/2 lbs flour
1 tbsp. salt
1 3/4 sticks butter melted & cooled
Crumble into flour, .make a well in flour and add
4 beaten eggs
2 oz. oil
1 cu. Warm water, add as needed
Knead until smooth ball forms.


Filling:
3 links semi dry sausage cut into small pieces
(You can use hot or sweet or a combination, remove casing of sausage).
3 lbs ricotta
3/4-lb mozzarella
3/4 wet basket cheese
1/2 dry basket cheese
6-8 eggs, 2 egg whites, reserve yolk for top brushing.
Fresh parsley
Grated romano cheese
Mix well
Use a deep 12″ pizza pan
Roll out dough, fill with mixture, roll out cover, crimp edges, prick with fork, brush with beaten egg yolk.
Bake 375 1 hr.

This recipe yields: 1 -12″ pie pan, 1-141/2″ pie pan, & 1-9″ round pie pan. The ingredients used above can only be found in Italian pork stores. The wet and dry basket cheese may only be available in some areas at Easter time.

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Pork Rind and Beans

Ingredients 

600 g of pork rind 

500 g of beans 

100 g of freshly grated Pecorino 

30 g of chopped parsley 

125 ml of extra virgin olive oil 

100 g of peeled tomatoes 

6 garlic cloves, minced 

Pepper to taste 

Chili pepper to taste 

(or 1 hot red pepper) 


Preparation 

Wash and clean the pork rind. Cut six equal squares. Sprinkle with pecorino, parsley, salt and pepper. Roll up each square to make a bundle and tie with twine. Soak the beans overnight. In a large pot of water, cook over low heat the pork rind bundles and the beans. While cooking, remove the fat and other impurities with a spoon, from time to time. In a separate saucepan, heat the olive oil and brown the garlic, the parsley and the hot pepper. Add the peeled tomatoes and cook about 15 minutes. When the pork rind bundles and beans are cooked, season with the sauce. Cook over low heat for an additional 20 minutes. Serve as a one dish meal. 


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Reprinted with permission from Regione Basilicata, Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale.

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Calzone with Chard

Ingredients 
100 g of flour 

35 g of brewers’ yeast 

1 kg of chard 

200 g of pitted black olives 

Hot red pepper 

Extra virgin olive oil 

Salt 


Preparation 
Prepare the dough with the flour, a pinch of salt and the brewers’ yeast dissolved in a little bit of water. Add olive oil and lukewarm water and knead in order to obtain a smooth and pliable dough. Wrap the dough in a moist kitchen towel and put it in a warm place to rise, 3-4 hours. Wash the chard and cook it in salted boiling water. Drain thoroughly and coarsely chop it. Sauté in a spoonful of olive oil with chopped hot pepper and black olives. Set aside. Divide the dough into two equal parts and roll out two circles. Oil a baking dish and cover it with a circle of dough. Spread over it the chard filling and cover with the second circle of dough. Fold and seal the edges. Bake the calzone in a preheated oven at 170° C (335° F), 40 minutes approximately. Once cooked, you can serve the calzone with spoonfuls of tomato sauce. 

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Reprinted with permission from Regione Basilicata, Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale.

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